Guardia costiera, record di interventi in mare: "Così salviamo i migranti"

Intervista al Contrammiraglio Domenico De Michele, comandante della Capitaneria di Porto di Catania che coordina gli interventi di soccorso nella Sicilia Orientale. Negli ultimi 3 mesi sono 472 le persone soccorse in situazioni di pericolo

All’indomani della tragedia di Lampedusa, anche presso la Capitaneria di porto di Catania l’umore non è dei migliori. Oggi si tirano le somme sulle operazioni di soccorso effettuate negli ultimi tre mesi e le cifre snocciolate nel rapporto “Mare sicuro 2013” sono estremamente positive: 19.910 i controlli effettuati per terra e per mare dalla direzione marittima, 4912 imbarcazioni da diporto ispezionate dalle motovedette,  472 persone salvate in situazioni di pericolo.

INTERVISTA AL COMANDANTE - VIDEO

"L’attività di soccorso in mare è organizzata con le stesse caratteristiche per ogni tipo di intervento – spiega il Contrammiraglio Domenico De Michele – ma è chiaro che il fenomeno migratorio ha degli aspetti peculiari. Il numero di persone, le barche utilizzate, assolutamente inaffidabili. Anche una semplice manovra di avvicinamento presenta delle difficoltà aggiuntive. In questo tipo di eventi abbiamo spesso a che fare con persone provenienti dall’Africa subsahariana o che comunque mostrano di avere scarsa dimestichezza con il mare. Il modo in cui sono stipati durante la traversata incide fortemente sulla navigabilità delle loro imbarcazioni e siamo costretti ad usare degli accorgimenti particolari".

Anche se nel porto etneo è giunto un numero non eccessivo di barconi con profughi a bordo, durante l’estate i telefoni della sala operativa che coordina le operazioni nella Sicilia Orientale, non hanno mai smesso di squillare. "Non è passato giorno senza che fossimo all’erta per una qualche emergenza, anche se sulla stampa finiscono sempre i fatti più eclatanti come quello appena accaduto o il tragico sbarco del 9 agosto alla Playa".

Cosa è cambiato rispetto al maxi esodo del 2011? "Da parte nostra quasi nulla, perché l’impegno e la dedizione con cui svolgiamo il nostro lavoro sono rimasti gli stessi. I centri più interessati continuano ad essere Siracusa, Pozzallo, Portopalo e Catania. Non è cambiato neanche il numero dei migranti, circa 200 su ogni nave, quanto l’intensità che quest’anno ha raggiunto un picco decisamente inusuale".

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