Porto, fermati i cinque scafisti che hanno guidato l'ultimo sbarco

La polizia e la guardia di finanza hanno posto in stato di fermo 5 extracomunitari dopo aver raccolto numerose prove a carico degli indagati accusati di favoreggiamento di immigrazione clandestina

Sono stati posti in stato di fermo cinque cittadini extracomunitari accusati di aver guidato lo sbarco di 349 migranti e 10 morti del 30 giugno scorso. Faye Ousmane, senegalese di 21 anni,Sey Omar, 18 anni del Gambia; Ndoye Ousainou, ivoriano di 25 anni; Kowari Osman, malese di 21 anni; Bary Ibrahim, del Gambia di 24 anni sarebbero stati gli scafisti quindi individuati dopo un'attenta attività di indagine realizzata d’intesa con la Procura Distrettuale, gli  investigatori della squadra mobile e del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza. 

Dalle dichiarazioni dei migranti è emerso che i cinque, giunti in Libia dai paesi d’origine, sono stati condotti in connection houses ubicate nella zona di Tripoli, sorvegliati da trafficanti armati per essere successivamente condotti sulle vicine spiagge e imbarcati su gommoni. Le indagini hanno permesso di raccogliere univoci e concordanti elementi di responsabilità a carico dei cinque indagati individuando, in particolare, in relazione al primo soccorso, in Faye Ousmane il driver del gommone carico di 108 migranti e 10 salme di donne e in Sey Omar colui che grazie a una bussola ha fornito al comandante indicazioni sulla rotta da seguire.

Secondo le testimonianze dei migranti, i decessi delle donne sarebbero avvenuti per annegamento, per effetto della rottura delle assi di legno poste sul fondo del gommone. Proprio in relazione al soccorso gli investigatori hanno individuato il driver del natante con a bordo 125 migranti nell’ivoriano Ndoye Ousainou, il quale, alla vista della nave dei soccorsi, secondo quanto riferito dai testimoni, avrebbe provato a confondersi fra i migranti. Infine, nel corso del terzo evento di soccorso, sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria il cittadino del Mali Kowari Osman, quale driver del gommone con a bordo 116 migranti, e il gambiano Barry Ibrahim, che ha coadiuvato il primo nella navigazione. I cinque fermati sono stati portati nel carcere di Piazza Lanza e rimangono a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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