Operazione guardia di finanza, sanzionate 18 aziende: scoperti 44 lavoratori irregolari

I casi più significativi: una cittadina cinese, titolare di un negozio di abbigliamento in Catania, che impiegava completamente in nero 6 connazionali. Un dottore commercialista del calatino e, inoltre, un salone di parrucchiere con tutti e tre gli addetti senza alcun contratto

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania hanno concluso nei giorni scorsi alcuni interventi su tutta la provincia etnea a contrasto del fenomeno del lavoro sommerso, dell’evasione contributiva, previdenziale e assistenziale. Sono stati eseguiti complessivamente 23 controlli, di cui 18 con esito irregolare, che hanno portato alla scoperta di 38 lavoratori completamente in nero e 6 irregolari..

Gli accertamenti hanno riguardato diverse categorie economiche, prevalentemente bar e ristoranti, ma anche negozi di abbigliamento e studi di professionisti. Sono stati così sanzionati per l’illecito impiego di personale in nero 18 dei 23 datori di lavoro controllati.

I casi più significativi: una cittadina cinese, titolare di un negozio di abbigliamento in Catania, che impiegava completamente in nero 6 connazionali, mentre altri 2, pur con una forma di contratto stipulata, svolgevano prestazioni orarie nettamente superiori a quanto pattuito; un dottore commercialista del calatino che conduceva la propria attività avvalendosi dei suoi unici 4 dipendenti mai correttamente assunti; un salone di parrucchiere con tutti e tre gli addetti senza alcun contratto.

Ancora, in un controllo presso un ristorante del capoluogo è stato sorpreso a lavorare in nero un cuoco catanese, regolarmente assunto in un altro esercizio di ristorazione. All’esito dei riscontri, però, oltre a sanzionare il datore di lavoro, è stato denunciato per truffa ai danni dell’inps lo stesso dipendente, risultato formalmente a riposo per malattia, con indennità a carico dell’ente previdenziale.

Sono state così segnalate ai competenti uffici violazioni in materia di legislazione sociale per sanzioni amministrative complessive che vanno da un minimo di 150.000 euro a un massimo di 600.000 euro, nonché, nei casi di impiego di manodopera irregolare in misura superiore al 20% del personale complessivamente dipendente, sono state inoltrate alla Direzione Provinciale del Lavoro apposite segnalazioni per l’adozione delle misure di chiusura temporanea dell’attività.

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