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Guardia medica di Vizzini, la denuncia: "Nessuna aggressione al medico"

Dopo la nota dell'Asp di Catania, un'assistente sociale dello Sprar di Vizzini spiega di conoscere l'uomo straniero coinvolto ed afferma: "E' un paziente in cura psichiatrica, ma non c'è stata alcuna violenza"

Vizzini, tentata aggressione a medico del Punto di primo intervento

La notizia di una preseunta tentata aggressione al personale medico del Punto di primo intervento di Vizzini, pochi giorni fa, ha smosso la preoccupazione di istituzioni mediche e politiche. Ma, stando a quello che racconta la dottoressa Letteria Cilmi a CataniaToday - un'assistente sociale dello Sprar di Vizzini - che, quel giorno, è arrivata sul posto, la storia è stata raccontata in "modo errato". La donna ha infatti spiegato che il ragazzo straniero accusato dei fatti è un paziente sottoposto a cure psichiatriche che, in quell'occasione, ha soltanto chiesto in modo animato di essere visitato.

Il racconto dei fatti

"Il ragazzo non è un nostro ospite - ha spiegato Cilmi - ma lo conosciamo bene perché vive a casa di un suo connazionale, qui vicino. Noi non abbiamo assistito immediatamente alla scena, ma siamo arrivati subito dopo, quando lui era seduto con i carabinieri e con il medico in questione, mentre beveva un té caldo in modo del tutto tranquillo. L'uomo è sotto terapia farmacologica e già qualche ora prima, lo stesso pomeriggio, era stato sottoposto ad una puntura da parte del medico di turno, per poi ritornare nel pomeriggio".

"Non c'è stata nessuna aggressione ma, forse per un problema linguistico, il paziente non si è fatto capire ed il medico, spaventato, ha chiamato i carabinieri". "Il personale ci ha detto che nessuno ha minacciato o aggreditto i medici, semplicemente il ragazzo è entrato chiedendo aiuto perché voleva i medicinali. Lo stesso dottore infatti, dopo aver capito la situazione, non ha denunciato lo straniero. Credo che si sia trattato soltanto di una barriera linguistica - ha aggiunto in fine l'assistente sociale - tanto che il dottore ha poi chiarito ai carabinieri il perché del suo 'allarme', confermando di non essere stato aggredito".

La versione dell'Asp di Catania

La vicenda, così come raccontata dalla dottoressa, assume dunque un'altra valenza rispetto ai toni con i quali era stata presentata dal commissario straordinario dell'Asp di Catania, Maurizio Lanza. Il dirigente infatti, dopo aver raggiunto al telefono il medico coinvolto per esprimere la sua solidarietà, ha annunciato che "l'Asp di Catania si costituirà nelle sedi opportune, a fianco del medico". "Quello che è successo è molto grave - dichiarava Lanza - I sistemi di sicurezza a tutela degli operatori, voluti fortemente dall'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza hanno funzionato e hanno garantito la sicurezza del medico".

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