Violenza sessuale in guardia medica, Direttore Asp: "No a vigilantes, rivedere tutto"

Dopo la violenza sessuale ai danni di una dottoressa, il direttore generale dell'Asp Giuseppe Giammanco ha spiegato quali sono le principali criticità del sistema delle guardie mediche a Catania

La violenza sessuale subita ieri notte dalla dottoressa in servizio presso la guardia medica di Trecastagni accende un faro sulle reali condizioni di un servizio che, fino ad oggi, i professionisti della sanità hanno dovuto svolgere in totale solitudine. Pronti a risolvere qualsiasi tipo di problematica di natura sanitaria - parte del proprio mandato - ed esposti ai pericoli connessi all'attività notturna. Un lavoro che, in moltissimi casi, soprattutto in provincia di Catania, è svolto in strutture isolate all'interno dei paesi etnei. Proprio per questo motivo i medici, spesso giovani e in molti casi donna, si aiutano tra loro, chiedendo ai colleghi compagnia durante i turni notturni. Dopo i fatti di ieri, Giuseppe Giammanco, direttore generale dell'Asp di Catania ha subito stigmatizzato l'azione dell'aggressore e, intervistato da CataniaToday, ha spiegato quali sono le principali criticità del sistema delle guardie mediche.

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Direttore, quali sono i punti dolenti del servizio delle guardie mediche in provincia di Catania?

"Se dico che io non vedo problematiche, può sembrare una battuta, ma in realtà è così. Da un anno abbiamo attuato una serie di interventi per attuare una legge regionale per adeguare il servizio alle esigenze dei nostri professionisti, investendo molti milioni nella messa in sicurezza e nell'adeguamento delle strutture. Visto quello che abbiamo verificato in questi giorni, su cui manteniamo il riserbo per rispetto della collega, ci stiamo tuttavia facendo le ovvie domande per migliorare le condizioni di sicurezza. Credo però che ad essere rivalutata debba essere la funzione stessa delle guardie mediche. Noi abbiamo fatto il possibile, attuando interventi sulle porte, sulle grate, e sui sistemi di allerta della polizia. Abbiamo investito sull'illuminazione di tutte le 60 guardie mediche del territorio di Catania. Se osserviamo le immagini della sede di Trecastagni, per esempio, si renderà conto che è una struttura nuova e funzionante, dove purtroppo un deliqunete ha strappato i fili del telefono, sganciato i sistemi di allarme, una cosa indicibile. Ma era tutto in perfetto ordine". 

Si può pensare a soluzioni per incrementare la sicurezza come, ad esempio, la presenza dei vigilantes nelle sedi? 

"Le nuove normative, sia nazionali che regionali, vanno oltre. Non dobbiamo pensare di militarizzare le strutture assistenziali e renderle apparentemente più sicure, anche perché ci sono altri momenti di pericolo come le visite domiciliari e gli spostamenti in ospedale che non possono essere controllate. La guardia medica deve cambiare e consentire ai professionisti di lavorare in modo tranquillo e ai cittadini di fornire un servizio efficente. Questo servizio, lo posso assicurare, cambierà volto nell'arco di 5 anni. Credo che non sia logico modificare le guardie mediche ma pensare a sistemi per sostituirle". 

Come si comporterà l'azienda nel procedimento penale che nascerà nei confronti del violento?

"Ho già dato mandato al legale dell'azienda, ieri, per una costituzione di parte civile nei confronti del responsabile di questa vicenda e a supporto della collega a cui esprimo la mia vicinanza totale e completa, e la comprensione per ciò che sta succedendo". 

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https://www.cataniatoday.it/cronaca/dottoressa-violentata-avvocati-20-settembre-2017.htmlI legali della dottoressa violentata

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