I produttori dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp lanciano un grido d’allarme: ”Le campagne rischiano l’abbandono"

I produttori dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp lanciano un grido d’allarme: ”Le campagne rischiano l’abbandono a causa della crisi aggravata del comparto agrumicolo, le arance provenienti da altri Paesi, oltre ad essere di scarsa qualità , rovinano il mercato. La Regione Siciliana lontana dagli agricoltori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Stringere un legame forte tra l'Arancia Rossa Igp ed il territorio di provenienza, spingere ad una maggiore aggregazione tra produttori e confezionatori, innalzare le barriere fito sanitarie ed evitare l'abbandono delle campagne. Il grido d'allarme sulla crisi aggravata del comparto agrumicolo viene lanciato da Scordia in occasione del convegno,che si è tenuto ieri nell'Aula consiliare del comune, sul tema:"Opportunità per la tutela e lo sviluppo dell'arancia rossa di Sicilia". L'incontro e' stato organizzato dal Comune di Scordia, dal Consorzio Arancia Rossa di Sicilia Igp e dalla Confederazione italiana Agricoltori per promuovere la cultura dell' associazionismo tra i diversi protagonisti della filiera agrumicola, ma anche per tirare le somme di una campagna agrumaria definita dagli addetti ai lavori "poco soddisfacente".

La necessità di una maggiore cooperazione tra i produttori e' stata ribadita da Luca Ferlito neo presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia, alla sua prima uscita ufficiale dopo la nomina avvenuta nel marzo scorso. Ferlito, anch'egli produttore, ha sottolineato che per far fronte all'emergenza drammatica che sta vivendo il comparto, il Consorzio Arancia Rossa nei prossimi mesi realizzerà diverse iniziative per promuovere l'arancia pigmentata in Italia e nel mondo. " Tonnellate di arance provenienti dalla Spagna o dal Marocco -ha spiegato il presidente del Consorzio- ogni giorno vengono spacciate per siciliane a danno dei produttori della province di Catania, Siracusa ed Enna, che faticano non poco prima di riuscire a collocare le loro produzioni, poiché i prezzi sono meno competitivi a fronte di un' alta qualità.

Io e il Consiglio di amministrazione stiamo stilando un programma che prevede una maggiore aggregazione per riuscire a portare "l'arancia rossa" ai massimi livelli, il nostro e' prodotto unico che non ha concorrenti. Mi auguro, infatti, che entro il 30 giugno molti produttori e centri di confezionamento aderiscano al Consorzio che è garanzia di qualità per i consumatori. Ho trovato un Consorzio che non è riconosciuto dal Ministero dell' Agricoltura- ha spiegato ancora Luca Ferlito-, da un mese stiamo dialogando con i vertici del dicastero per cambiare lo stato delle cose, compreso lo Statuto. Auspichiamo al tempo stesso una maggiore collaborazione con la Regione Siciliana". Dal convegno di ieri e' emersa non solo la necessità di "fare rete", ma di realizzare iniziative in grado di legare il prodotto al territorio di provenienza, in questo caso i 33 comuni in cui si produce il prezioso frutto. Tra i relatori del convegno, moderato dal giornalista Lorenzo Gugliara, il sindaco di Scordia Franco Tambone, l'assessore alle Attività produttive dello stesso Comune Francesco D'Agosta, il Consigliere del Consorzio Arancia Rossa Igp Vito Amantia, Giuseppe Di Silvestro, presidente provinciale CIA, Giuseppe Pasciuta presidente del Consorzio di tutela Arancia Ribera di Sicilia Dop, Salvatore Cacciola sociologo presidente AISE Sicilia e Rete Fattorie Sociali e Salvatore Giuffrida di Slow Food Lentini.

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