Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Giarre

Identificato autore di un furto con spaccata, il bottino: biciclette per 34 mila euro

Un 39enne di Giarre è stato arrestato dai carabinieri: per compiere il reato si era servito di un furgone che distribuiva alimenti, rubato il giorno prima

I carabinieri della stazione di Giarre hanno arrestato un 39enne del posto, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catania per il reato di furto aggravato in concorso. L’indagato, aiutato da due complici in fase di identificazione, aveva pianificato tutto nei minimi particolari.

Le immagini del furto - Video

Difatti, nel pomeriggio dell’8 gennaio scorso, lungo il viale Delle Province a Giarre, prese di mira un furgone Iveco Daily di proprietà di una ditta di prodotti alimentari, il cui autista era intento a scaricare della merce. Proprio approfittando di questa circostanza e del fatto che il conduttore aveva lasciato le chiavi inserite nel quadro di accensione, vi salì a bordo lo mise in moto e fuggi via. Il medesimo veicolo che intorno alle 3.30 del giorno successivo, sarà utilizzato dai tre malviventi, di cui due a volto coperto e l’altro a volto scoperto, per eseguire la classica “spaccata” ai danni di una rivendita di biciclette ubicata al civico 1 di piazza Ungheria a Giarre, all’interno della quale furono rubate 8 bici per un valore di circa 34 mila euro. Gli investigatori dell’Arma, acquisite le denunce del titolare dell’esercizio commerciale e dell’autista del furgone, hanno ricostruito l’intera dinamica dei furti collegati tra loro avvalendosi soprattutto delle immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza attive nelle zone d’interesse. Ad inchiodare l’odierno indagato, lo scorrere delle immagini che lo vedono protagonista assoluto sia nel furto dell’autocarro circostanza dove, impavido, agisce a viso scoperto e utilizzando come mezzo d’appoggio l’autovettura di proprietà del padre, che nell’occasione della “spaccata” dove perpetra il reato sempre a volto scoperto. Condizione che consentirà ai carabinieri, ottimi conoscitori dell’humus criminale operante nel territorio di competenza, di identificarlo e fornire al magistrato della Procura della Repubblica etnea titolare dell’indagini un quadro probatorio completo che, recepito in toto dal giudice, ne ha consentito l’arresto. L’uomo, assolte le formalità di rito, è stato associato al carcere di Messina Gazzi.

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