Bambino disabile senza mascherina non può entrare, Ikea: “Il nostro intento è tutelare soprattutto chi ha una fragilità”

La mamma di Matteo, Manuela Cirvilleri che è la fondatrice di una nota associazione acese "Comunicare è vita", ha intrapreso una vera e propria campagna social contro la multinazionale svedese che ha voluto precisare, con una nota ufficiale, le regole di accesso stringenti adottate

foto archivio

Matteo è un bambino disabile di 8 anni al quale, sabato scorso, recatosi insieme alla sua famiglia all’Ikea di Catania, è stato negato l’ingresso in quanto non indossava la mascherina. La mamma di Matteo, Manuela Cirvilleri che è la fondatrice di una nota associazione acese "Comunicare è vita", ha intrapreso una vera e propria campagna social contro la multinazionale svedese pubblicando, inizialmente, un video di denuncia proprio davanti al punto vendita etneo e poi vari post condivisi anche su Instagram.

Dopo pochi minuti dalla sua diretta video, Facebook - come dichiara la Cirvilleri - le avrebbe oscurato il profilo personale e di conseguenza il video. Profilo che oggi è nuovamente visibile.

“Ikea per me è un posto in cui mi rilasso, per questo assieme a mio marito Piero abbiamo deciso di fare questa passeggiata con nostro figlio. Sabato scorso arriviamo all'ingresso, ci misurano la temperatura, poi ci bloccano”, ha dichiarato Manuela Cirvilleri a Repubblica. E Matteo senza mascherina non può entrare. “Una scelta aziendale” spiegano i responsabili all’ingresso per tutelare tutti, in particolare il bambino. Ma Manuela non ci sta e, nonostante, i tentativi di Ikea di mettersi in contatto con lei per chiarire la decisione, continua la sua battaglia mediatica.

Ikea Italia, con una nota, precisa che "la tutela della salute dei nostri co-worker e clienti rappresenta una priorità. Per questa ragione, alla riapertura dei nostri store dopo il lockdown e in considerazione dell’inizio di una nuova fase dell’emergenza sanitaria, abbiamo deciso di adottare delle regole di accesso particolarmente stringenti, consentendo l’ingresso solo a chi indossasse la mascherina".

"Per venire incontro alle necessità di tutti quei clienti che non possono indossare la mascherina - continua la nota- Ikea ha messo a disposizione in negozio un supporto dedicato per consentire di effettuare i propri acquisti, proponendo di aiutarli a fare l’ordine e l’eventuale acquisto online, di preparare per loro conto il carrello e di attivare il servizio di progettazione da remoto. Nel caso specifico, anche alla signora Cirvilleri sono stati offerti questi servizi alternativi ma ha ritenuto di non utilizzarli".

"Questo tipo di gestione delle persone senza mascherina, con l’offerta di un servizio alternativo, è stata fatta in assoluta buona fede e con l’obiettivo di tutelare la salute di tutti all’interno dei nostri negozi, soprattutto di chi vive situazioni di particolare fragilità. Siamo profondamente rammaricati che la signora si sia sentita esclusa e per questo già nei giorni scorsi abbiamo preso contatti con lei per confrontarci, ascoltare le sue ragioni, spiegarle le nostre e capire come trovare insieme una soluzione per necessità come le sue. In linea con la nostra cultura aziendale, che si fonda sull’inclusione, sul dialogo e sulla volontà di trovare sempre delle soluzioni, abbiamo aperto un confronto con terze parti quali associazioni e aziende, ascoltato i nostri clienti e tenuto conto degli input di tutte le persone coinvolte. Questo confronto ci ha permesso di elaborare nuove soluzioni, come la possibilità di utilizzare la visiera invece della mascherina e quella di prenotare un appuntamento online e di essere supportati da un co-worker che possa fornire un aiuto dedicato nell’esperienza d’acquisto".

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"Rimarrà inoltre la possibilità di usufruire dei servizi già inizialmente previsti. Qualora nessuna di queste soluzioni fosse adeguata alle esigenze specifiche, le persone che come previsto dal DPCM del 17 maggio 2020 non possono indossare la mascherina potranno entrare nei nostri store senza indossarla. I nostri store sono sempre stati luoghi aperti, sicuri e accoglienti e anche in questa fase così delicata siamo determinati a mantenere le nostre porte aperte per chiunque voglia venire a trovarci", conclude Ikea.

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