Il Comune di Bianco e i "debiti causati da giudizi pendenti": Stancanelli rompe il silenzio

E' stato più volte "tirato in ballo" dall'amministrazione Bianco e adesso ha deciso di rompere il silenzio. L'ex sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha annunciato con un post su Facebook la convocazione di una conferenza stampa.

E' stato più volte "tirato in ballo" dall'amministrazione Bianco e adesso ha deciso di rompere il silenzio. L'ex sindaco di Catania Raffaele Stancanelli ha annunciato con un post su facebook la convocazione di una conferenza stampa che si terrà domani mercoledì 1 giugno alle ore 10 presso la sala Coppola di Palazzo degli Elefanti.

Si tratta di una risposta alle dichiarazioni dell’attuale amministrazione sulla situazione del debito di Catania. Il sindaco Enzo Bianco e l’assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando hanno  più volte "accusato" la precedente giunta guidata proprio da Stancanelli di criticità relative al Piano di Riequilibrio finanziario redatto e votato dal Consiglio nel 2013.

In particolare, secondo l’amministrazione comunale,  la questione dei debiti fuori bilancio sarebbe stata del tutto "sottovalutata dall’amministrazione precedente".

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Il nodo, ha spiegato l’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando, durante la conferenza stampa tenutasi lo scorso sabato, sta tutto in pochi numeri: “I 527 milioni di euro complessivi del Piano redatto dalla Giunta Stancanelli, gli otto milioni e 318.000 euro previsti dal documento come potenziali debiti fuori bilancio fino al giugno del 2013 – quando venne eletto Bianco -, rivelatisi poi, finora, di circa cinquanta milioni. Senza contare che, sempre per debiti causati da giudizi pendenti per obbligazioni precedenti al giugno del 2013, ci sono prospettive di ulteriori passività. Insomma, in questi due anni, grazie ai sacrifici dei Catanesi, siamo riusciti a ridurre le spese correnti e incrementare le entrate per oltre cento milioni, ma con questi debiti, che potevano e dovevano essere previsti nel Piano e che invece siamo riusciti a censire solo nel tempo, siamo obbligati a revisionare il Piano”.

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