Il futuro dei servizi sociali: avvio del confronto tra Regione e Centrali Cooperative

Alcuni dei problemi segnalati nel corso della riunione si sono aggravati col perdurare della pandemia, come ad esempio la carenza di figure professionali specializzate

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

“Abbiamo preso favorevolmente atto dell’apertura, fatta dall’Assessore Regionale Antonio Scavone, al confronto strutturato con le rappresentanze della cooperazione in merito alle esigenze del settore socioassistenziale in Sicilia”. Così si esprimono i Presidenti Regionali di CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, UNICOOP e UNCI, rispettivamente GAETANO MANCINI, FILIPPO PARRINO, FELICE COPPOLINO e PASQUALE AMICO, dopo la riunione con i vertici dell’Assessorato Regionale alla Famiglia, presieduta dallo stesso Assessore Scavone, tenutasi lo scorso 3 dicembre nella sede di via Trinacria n. 34. “Siamo coscienti di un’eredità pesante e che i temi da trattare sono tanti e ci vorrà del tempo per affrontarli tutti – proseguono Mancini, Parrino, Coppolino e Amico – ma certamente è positivo avere messo in moto un confronto al quale ci accosteremo con spirito costruttivo cercando di guardare la realtà e di tenere nel debito conto tanto le emergenze quanto la necessità di guardare in prospettiva l’evoluzione del contesto sociale siciliano. Alcuni dei problemi segnalati nel corso della riunione si sono aggravati col perdurare della pandemia, come ad esempio la carenza di figure professionali specializzate e l’ormai l’improcrastinabile aggiornamento dei costi standard di quasi tutti i servizi socioassistenziali, alcuni dei quali sono fermi addirittura a più di vent’anni fa e che raramente tengono conto dei contratti collettivi nazionali sottoscritti.

Certamente sarà necessario intendersi sul come far funzionare meglio la macchina amministrativa regionale, ma è altrettanto importante guardare anche a quella degli enti locali, per evitare – ad esempio – che le strutture residenziali per soggetti fragili si svuotino a fronte di un disagio palpabile nelle nostre città. Allo stesso modo è obiettivo comune costruire un sistema integrato per l’infanzia, che sia davvero efficiente e che possa dare sollievo alle tante famiglie siciliane. Le risorse ci sono, ma vanno spese completamente a favore dei più piccoli e delle loro famiglie. Anche questo sarà argomento di confronto con l’Assessorato. Infine riteniamo sia arrivato il tempo di avviare un’azione di restyling alla normativa regionale che, seppur a suo tempo antesignana, oggi mostra ormai evidenti scollamenti con le esigenze attuali, visto che risale ad oltre trent’anni fa. Anche in questo caso abbiamo condiviso il fatto che sarà necessario produrre uno sforzo comune – tra pubblica amministrazione e privato sociale – per arrivare, in tempi ragionevoli ad un nuovo quadro più moderno e funzionale. Del resto, abbiamo sottolineato, è lo stesso impianto giuridico del nostro Paese che indica la strada della coprogettazione tra istituzioni e privato sociale” (Sentenza C.C. 131/2020). “Per poter raggiungere questi obiettivi – concludono i rappresentanti di CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, UNICOOP e UNCI – ognuno deve fare la propria parte, compresi gli enti locali, che hanno in carico segmenti importanti dell’assistenza ai soggetti fragili. Il loro coinvolgimento diventa dunque fondamentale. Il nostro invito, pertanto è rivolto in tal senso anche all’ANCI affinché possa essere più incisivo nel garantire comportamenti dei singoli comuni realmente ispirati a linee guida comuni”.

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