Sensibilizzazione dell’educazione ai diritti umani nelle scuole.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Ogni giorno i canali di informazione trasmettono storie di profughi disperati alle porte d’Europa. Sembra persino inutile soffermarsi sui singoli casi, poiché si tratta ormai di un fenomeno di portata storica destinato a cambiare il volto dei paesi dell’Unione.

Presto gli Stati europei dovranno far fronte ad una domanda di formazione culturale imponente, per restituire a coloro che hanno subito indicibili violenze e afflizioni, quella dignità inviolabile di cui sono stati privati.

Può sembrare prematuro, nell’onta dell’ordinaria emergenza, parlare di integrazione. Tuttavia, fugando il sospetto che “integrare” consista in una progressiva spoliazione dell’identità dell’altro, qualsiasi azione in favore dello straniero non può limitarsi ai problemi di sopravvivenza quotidiana. Riteniamo che l’integrazione sia un processo di empowerment sociale e politico, che passa attraverso una dimensione collettiva (di comunità); e individuale (psicologica). L’obiettivo comune è quello della costruzione di una personalità aperta al cambiamento, disposta ad una ri-costruzione del proprio sé, all’interno di un sistema sociale che garantisce uguale accesso alle risorse, partecipazione alla vita comunitaria, senso di appartenenza al nuovo contesto.

Tutto ciò è realizzabile a partire dalla scuola pubblica, con programmi didattici mirati nel vasto campo dell’educazione ai diritti civili e politici e dei valori dell’uguaglianza nella diversità. 

il Coordinamento nazionale dei docenti della disciplina “DIRITTI UMANI”, con il suo appello al MIUR sulla possibilità di utilizzare il contingente esistente nella classe di concorso A019 per il potenziamento dell’educazione ai diritti umani negli istituti scolastici, ha intenzione di costruire un percorso educativo che nuova proprio in tale direzione.

il MIUR ricorda che l’insegnamento alternativo alla religione cattolica prevede prevalentemente un programma relativo ai diritti umani e la possibilità di avvalersi di personale della classe A019.  Sosteniamo che l’insegnamento dei diritti umani appare un investimento necessario per accogliere la ricchezza dell’alterità e costruire un futuro di convivenza pacifica tra gli individui e i popoli.

Angelo Ragusa

Responsabile Cultura - Coordinamento Nazionale Docenti Diritti Umani

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