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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

Il ricercatore Sciré rientra nell'ateneo di Catania dopo una lunga battaglia giudiziaria

Lo storico di origini vittoriesi aveva denunciato un concorso truccato di cui era stato vittima. Ha denunciato e avviato una lotta per i suoi diritti fondando anche un'associazione per il merito e raccontando la sua storia in un libro. Adesso avrà un contratto per due anni

Della storia di Giambattista Sciré ci siamo occupati a più riprese. Il ricercatore, di origini vittoriesi, era stato la vittima di un concorso truccato, della "mala università" e aveva iniziato una lunga battaglia giudiziaria, ma anche civile, per avere la restituzione del "maltolto" ossia il suo posto dentro il sistema accademico. Finalmente, il primo febbraio del 2022, dopo undici anni di attesa Sciré ha firmato la presa di servizio e sarà ricercatore di storia contemporanea nell'ateneo di Catania. 

"Qualcuno, di recente, mi ha detto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago ma non che tu, Scirè, dopo quello che hai fatto in questi anni (si riferiva, naturalmente,  alle mie denunce e alla mia pubblica azione di contrasto alla corruzione accademica), possa essere reintegrato all’università", ha scritto Sciré in un post nel quale ha annunciato la notizia del suo reintegro. 

In questi lunghi anni di "attesa" - durante i quali il ricercatore ha visto vincere il concorso in storia contemporanea da un architetto - Sciré ha fondato un'associazione, Trasparenza e Merito, per denunciare la mancanza di meritocrazia e i concorsi pilotati dentro gli atenei di tutta Italia. Lo ha fatto ben prima delle inchieste giudiziarie che hanno terremotato gli atenei in diverse città italiane, tra cui anche Catania. 

"Mi sento come se avessi combattuto una guerra mondiale, infinita, sfiancante, ma alla fine ho vinto - dice ancora Sciré -. Vi sembrerà incredibile, visti i precedenti, ma dal 1 febbraio 2022 ho preso servizio all’università. Purtroppo sembra incredibile qualcosa che avrebbe dovuto essere normale, logico, sensato fare 7 anni fa. Ecco perché si tratta di una vittoria solo in parte, un balsamo sulle ferite, che bruciano e che lascia tanto l’amaro in bocca".

"Provate a riflettere con me un attimo - aggiunge - la fiducia o la sfiducia, spesso, possono essere contagiose come un qualsiasi virus, si diffondono nelle vite, nelle esistenze delle altre persone contribuendo a determinare pensieri, azioni, scelte, individuali, perfino corali a volte.  Per anni la sfiducia dovuta al mio mancato reintegro, nonostante i tanti risultati giudiziari, pubblici, e tutte le sentenze a mio favore, aveva avuto il sopravvento. Oggi la situazione si capovolge, una volta per sempre. Come può accadere in certe storie strazianti e drammatiche di ingiustizia, ma poi per fortuna a lieto fine, e quindi come tali epiche ed emozionanti".

Sciré sino a poche settimane addietro aveva continuato a chiedere risposte all'ateneo e finalmente sono arrivate. Ha perso anni di vita, ben 11, occasioni, opportunità ma finalmente potrà riprendere quel percorso interrotto. 

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