Migranti e integrazione: Bianco parla di Catania a Bruxelles

Il Sindaco ha raccontato in un'intervista dell'orto-giardino creato da 18 migranti con 12 disoccupati catanesi

Il sindaco Enzo Bianco - a Bruxelles, dopo che il Comitato delle regioni Ue aveva approvato il testo da lui sui migranti - ha raccontato in un'intervista televisiva dell'orto-giardino creato a Catania da 18 migranti con 12 disoccupati catanesi. L'orto è stato realizzato grazie all'azione del Consorzio "Il Nodo" dell'ambito di un corso di “Progettazione per la sostenibilità e sistemi biologici di agricoltura urbana”, organizzato in collaborazione con l’Università di Catania e Gaia Education nell’ambito del progetto “Sicilia Integra”, Bianco ha raccontato come proprio in questi giorni, mentre a Catania si svolgeva la grande festa popolare per la Patrona Sant'Agata, avesse avuto "il piacere di inaugurare in una zona periferica della città, dove prima c'era una discarica, un orto-giardino creato da 18 migranti con 12 disoccupati catanesi. Insieme coltivano prodotti biologici che saranno acquistati da una grande azienda internazionale. Una bellissima realtà per dire all'Ue che l'integrazione è un tema decisivo sul quale si gioca il futuro della serenità e della sicurezza del nostro Continente".

Nella stessa intervista Bianco parla del parere da lui stilato e approvato ieri quasi all'unanimità dal Comitato delle regioni, in cui si chiede all'Ue che l'accoglienza non sia lasciata ai singoli Paesi: occorre avere una politica comune con diritti chiari per tutti. Per esempio con un garante per i minori non accompagnati, sempre più numerosi. Bianco ha parlato anche del progetto da lui lanciato quando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella venne a visitare la delegazione italiana e che è adesso andato in porto.

"Avevo lanciato l'idea - ha detto - che l'Italia facesse più squadra in Europa facendo partire una cabina di regia in cui i parlamentari Ue, i membri della Commissione, il Comitato economico e sociale, i sindaci e i presidenti delle Regioni si confrontassero per tutelare al meglio gli interessi del nostro Paese. Ferma restando la logica delle appartenenze politiche, che non si discute, quando ci sono di mezzo gli interessi nazionali dobbiamo saper ragionare insieme come fanno altri. Adesso si è svolta la prima riunione operativa con il rappresentante permanente, l'ambasciatore italiano presso l'Unione europea Maurizio Massari, e ringrazio di cuore la rappresentanza permanente e il sottosegretario Sandro Gozi che hanno dato un input molto forte perché tutto questo potesse attuarsi".

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