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Immobili comunali, botta e risposta tra amministrazione e Catania Bene Comune

"Informazioni diffuse dall'ufficio stampa del Comune fuori dalla realtà". E' quanto denuncia Catania Bene Comune con una nota circa la messa in vendita di beni comunali: "Elenco pubblicato nel piano si riferisce ai beni considerati alienabili dalla Giunta"

"Il comunicato inviato dall'ufficio stampa del comune di Catania circa il piano di Rientro e la dismissione dei beni immobili della città riporta informazioni del tutto prive di fondamento, fuori dalla realtà, totalmente differenti dagli atti approvati dalla Giunta comunale". E' quanto denuncia Catania Bene Comune con una nota circa la messa in vendita di beni comunali.

"La Giunta Bianco ha approvato un documento dove non sono compresi, come affermato dall'Ufficio Stampa, 'sostanzialmente tutti i beni comunali' ma solo, come riporta la Relazione al Piano, 'gli immobili alienabili'. L'elenco dei beni immobili di proprietà comunale infatti è enormemente più lungo e riporta centinaia e centinaia di proprietà. Un elenco disponibile sul sito dell'ente e qui riportato. Ci rendiamo tutti conto che la dichiarazione dell'Ufficio Stampa secondo il quale nell'elenco ufficiale dei beni alienabili ci siano beni inalienabili non ha alcun senso, è priva di ogni fondamento, sarebbe un'assurdità, un controsenso. Tali affermazioni dimostrano unicamente che l'Ufficio Stampa non ha neanche letto il piano di Rientro e probabilmente non l'ha letto neanche qualche assessore o collaboratore del Sindaco. L'elenco votato dalla Giunta prima ad agosto e poi il 10 settembre infatti già esclude i beni considerati dall'amministrazione Bianco inalienabili", si legge nella nota di Catania Bene Comune.

Elenco di tutti gli immobili comunali

Relazione al piano 

"Se la Giunta ha cambiato idea sugli immobili da vendere è un fatto positivo per l'intera città ma si tratta di un cambiamento della proposta, non di un fraintendimento, e sarà da verificare carte alla mano - continua la nota - Riguardo al fatto che l'introito previsto dalla vendita dei beni sia inferiore al complessivo valore dei beni in vendita, rappresenta non la volontà di escludere beni da quella lista ma la consapevolezza, prudenziale, che tale vendita non avverrà nei prossimi sei anni per tutti i beni, che il loro prezzo di vendita potrà essere inferiore a quello atteso e quindi il valore economico dell'azione è soggetto a ribasso. A dimostrazione che, anche in funzione di un massacrante “rigore finanziario”, la vendita dei beni costituisce uno strumento aleatorio: un insensato trucco di bilancio. Ci sembra surreale che dobbiamo essere noi a rendere pubbliche le carte, a chiedere agli organi di stampa di fare chiarezza citando gli atti ma non possiamo tollerare che l'amministrazione comunale affermi il falso, mentendo sapendo di mentire, minando irreversibilmente la propria credibilità, credendo che la città sia popolata da stupidi e ignoranti. Ribadiamo il nostro appello al Consiglio Comunale che sarà chiamato a votare prima il piano di Rientro e poi il piano di alienazione degli immobili: si escludano dal piano e si dichiarino definitivamente inalienabili tutti i beni immobili utili alla città, che costituiscono il suo patrimonio storico, su cui sono stati fatti investimenti, su cui sono già avanzati progetti, che sono fondamentali per l'aggregazione nei quartieri, che possono essere straordinariamente utili alla risoluzione dell'emergenza abitativa. Non si voti nessun elenco generico di immobili da rivedere in futuro o con un atto successivo: l'elenco previsto nel piano rimarrebbe valido e consentirebbe anche in caso di dissesto la vendita di tutti gli immobili inseriti. Riteniamo infine molto grave che l'Ufficio Stampa del Comune, ufficio che risponde all'intera città e non alla Giunta, abbia prodotto un comunicato che, senza citare fonti o precise dichiarazioni di componenti della Giunta, stravolge la realtà e, come ufficio pubblico, attacca gli avversari politici del Sindaco. Su questo chiederemo già domani chiarimenti agli uffici e alla Responsabile comunale anticorruzione, Dott.ssa Liotta".

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