Gli agricoltori della provincia etnea si ribellano all'Imu agricola

Chiedono un emendamento alla legge di stabilità per abbattere interessi e sanzioni, rateizzando l’importo

“I comuni battono cassa agli agricoltori per gli importi della Imu agricola 2014 e 2015, i cui termini di pagamento avevano subito una battuta di arresto, aspettando gli esiti dei lavori in Parlamento e dei vari ricorsi al Tar contro una norma che aveva introdotto un iniquo balzello”. Lo dichiarano il presidente e il direttore della organizzazione degli agricoltori Confederazione Italiana Agricoltori della Sicilia Orientale Giuseppe Di Silvestro e Graziano Scardino. Chiedono un emendamento alla legge di stabilità affinché i comuni abbattano gli interessi e le sanzioni caricati sugli importi dovuti, oltre a dare la possibilità agli agricoltori di rateizzare il dovuto.

“La Cia negli anni passati ha affrontato la questione dell’Imu agricola – ricorda il presidente Di Silvestro – fino a quando nel 2016, grazie anche alla nostra battaglia politica, il Governo non è tornato indietro ripristinando i vecchi criteri. La questione del pagamento 2014 e 2015 si era già riproposta l’anno scorso quando i comuni nello stesso periodo inviarono migliaia di bollettini di pagamento prima ancora che si pronunciasse in merito la Corte Costituzionale”.

“Abbiamo sempre sostenuto che si trattasse di una norma che penalizzava i produttori in modo inaccettabile – sottolinea il direttore Scardino – anche perché, nel frattempo, era avvenuto l’aggiornamento degli estimi catastali, che ha generato un ulteriore aggravio, ovvero l’imposta Imu è diventata molto più alta della vecchia Ici e molti agricoltori non hanno pagato né l’Imu del 2014, né quella del 2015”. “La nostra richiesta è avvalorata anche dalla legge 212/2000, che contempla lo Statuto del contribuente – ricorda ancora Scardino –la norma prevede la depenalizzazione dell'atto omissivo o tardivo qualora questo risulti ingenerato da obiettive condizioni di incertezza che non hanno consentito al contribuente di assolvere ad un proprio obbligo nella massima chiarezza normativa e procedurale”.

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