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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

Il presidente della Corte d'Appello di Catania inaugura l'anno giudiziario

"Resta comunque l’esigenza, fortemente avvertita dai magistrati del distretto - dichiara il presidente della Corte d'Appello di Catania, Filippo Pennisi - di proseguire lungo la strada di una progressiva implementazione e utilizzazione delle ‘vie’ telematiche"

"L’anno giudiziario in esame è stato, ancora, quasi interamente caratterizzato dalla presenza dalla nota emergenza sanitaria, dichiarata cessata solo lo scorso 31 marzo". Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello di Catania, Filippo Pennisi nel corso della relazione dell'anno giudiziario nel distretto di Catania. "Accanto alla prioritaria preoccupazione dei Capi degli uffici giudiziari di tutelare la salute di ciascun operatore e quella collettiva, in luoghi di lavoro particolarmente esposti ai rischi del contagio - aggiunge- la straordinaria situazione ha favorito la sperimentazione, prima, e il consolidamento, poi, di molte delle normative e delle prassi resesi necessarie nella fase più acuta del periodo pandemico".

"Nel settore civile - osserva- ove è stata introdotta e praticata, quale modalità assolutamente prevalente per la celebrazione delle udienze, anche rispetto a quella ‘da remoto’, la trattazione della causa nelle forme di cui all’art.83, comma settimo, lett.f) del d.l. n.18 del 2020 (c.d. Udienza cartolare), l’esperienza assolutamente positiva che ne è stata fatta, anche grazie alle ‘linee-guida’ adottate dai Capi degli uffici giudiziari e ai protocolli d’intesa stipulati con i Consigli dell’Ordine degli Avvocati, ha indotto il legislatore a confermarle entrambe e regolamentarle in termini di ‘udienza mediante collegamenti audiovisivi’ e di ‘deposito di note scritte in sostituzione dell’udienza’".

"Meno utilizzato invece rispetto all’anno passato, a motivo dell’alleggerimento della problematica sanitaria - evidenzia Pennisi- è lo svolgimento delle camere di consiglio in modalità telematica. Anche quest’anno può allora confermarsi che le ricadute pratiche dell’emergenza sanitaria hanno dato luogo ad un’eccezionale spinta tecnologica per il cosiddetto servizio giustizia, accelerando l’adozione di regolamenti avanzati e prassi virtuose che hanno permesso anche ai meno avvezzi di apprezzare le potenzialità ed i benefici delle diverse piattaforme di collaborazione".

"Resta comunque l’esigenza, fortemente avvertita dai magistrati del distretto - conclude- di proseguire lungo la strada di una progressiva implementazione e utilizzazione delle ‘vie’ telematiche, la qual cosa risulterà più agevole nel settore civile, già per tempo attrezzato in tal senso, mentre quello penale avrà bisogno di ulteriori investimenti finanziari e di conseguenti sforzi organizzativi per garantire che la tutela della salute pubblica non vada a discapito delle esigenze di tutela della collettività e delle parti civili e del rispetto dei principi costituzionali sulla difesa dell’imputato".

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