Parco dell'Etna sotto attacco, Mazzaglia: "Incendi e discariche per allontanare turisti"

Per il presidente del parco dell'Etna, incendi e discariche rientrano in una "strategia del caos" creata per tenere la gente lontana dalle aree naturali. Segati perfino gli alberi per eliminare le fototrappole, pericolose per chi vuole agire indisturbato

Non sono solo gli incendi a creare ferite insanabili per i parchi naturali catanesi. I boschi dell'Etna, duramente colpiti dai roghi delle scorse settimane, "reagiranno" all'attacco dei piromani con i loro tempi centenari, lontani centinaia di anni dai ritmi dell'uomo. "Nel frattempo vanno in fumo i sogni di chi aveva creduto in uno sviluppo sostenibile del territorio, senza scendere a compromessi con chi crede di essere il 'padrone' di casa". E' lo sfogo di Marisa Mazzaglia, presidente del parco dell'Etna -dopo un decennale commissariamento - che a CataniaToday dipinge uno scenario a tinte scure che non riguarda solo la realtà locale.

"Durante le ultime settimane- spiega la Mazzaglia- ci sono stati oltre 2000 focolai di incendi concentrati in zone protette della Sicilia. Basti pensare ai 30 ettari nel Sic (sito interesse comunitario) di Biancavilla, presso il quale erano attivi diversi progetti.  Pochi giorni prima abbiamo avuto un danno inestimabile presso l’oasi del Simeto, interessata in estate dalla migrazione di specie protette dell'avifauna. Prima ancora è toccato alla Madonie, Capo Gallo... Penso anche all'isola di Pantelleria, al parco dei Nebrodi".

"C’è quasi una strategia del terrore, sarebbe meglio definirla 'strategia del caos', in cui si cerca di intaccare il pregio naturalistico delle zone più interessanti della Sicilia per renderle meno appetibili ai turisti. Desertificarle per riportare la calma. Insomma, a certi gruppi ben radicati in ambito locale proprio non va giù il fatto che, dopo anni di commissariamento e mancanza di iniziative per la valorizzazione dei nostri beni naturali, si stia finalmente facendo qualcosa per valorizzare le aree sottoposte a tutela naturalistica. Ovviamente gli interessi in gioco sono notevoli. All'azione distruttrice degli incendi accosterei quella delle discariche che hanno un effetto simile: devastando il territorio finiscono con l'allontanare la gente ed è evidente che qualcuno vuole proprio questo".

"Si tratta di soggetti di governo forte del territorio, persone che hanno interesse a non avere nessuno intorno. Voglio raccontare un fatto emblematico che rende l'idea di quanto costoro possano essere determinati. Tempo fa abbiamo posizionato sull'Etna alcune fototrappole per osservare il gatto selvatico in aree demaniali, in cui teoricamente non dovrebbe entrare nessuno. Ebbene, i segnalatori - che probabilmente avevano ripreso ben altre specie, di natura umana - sono stati fatti sparire, addirittura segando gli alberi.  Li per li mi è sembrato un fatto isolato, ma pensandoci oggi sono di tutt'altro avviso".

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