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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca

In fiamme la Timpa di Leucatia, ipotizzata la matrice dolosa dell'incendio

La zona, dall'alto valore storico e naturale, è balzata agli onori delle cronache per la costruzione di un manufatto appartenente alla Dusty Immobiliare, prima bloccato dal Comune e poi oggetto di un ricorso al Tar che ha annullato i provvedimenti di Palazzo degli Elefanti

Fiamme nella Timpa di Leucatia, la zona dall'alto valore storico e naturale. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme che, con probabilità, hanno natura dolosa e vi sono anche i carabinieri che stanno svolgendo le indagini per appurare l'accaduto. Tra i primi a denunciare pubblicamente l'accaduto e darne testimonianza è stato il consigliere comunale Graziano Bonaccorsi che nei mesi scorsi aveva sollevato il "caso" di una costruzione all'interno dell'area di proprietà della Dusty.

Video | Le immagini dei vigili del fuoco

"Non conosciamo le cause di questo incendio,ma sicuramente è di natura accidentale - ha detto in maniera sarcastica il consigliere pentastellato - le temperature africane di questi giorni potrebbero aver scatenato la combustione della vegetazione sempre verde e rigogliosa della Timpa". A essere coinvolti nel rogo sono diversi ettari di macchia mediterranea. 

Il rogo nella Timpa

La "storia" del manufatto all'interno della Timpa

Era lo scorso aprile quando il consigliere del M5S Graziano Bonaccorsi - dopo il pressing delle associazioni - aveva portato all'attenzione della commissione Urbanistica il "caso" della Timpa di Leucatia. Un manufatto in costruzione nel pieno di un sito di interesse storico e naturalistico aveva attirato l'attenzione della politica cittadina. La situazione, dopo alcuni approfondimenti, ha portato alla emissione da parte del Comune di alcuni provvedimenti per bloccare l'avanzamento dell'opera e addirittura per demolirne alcune parti. 

Proprio da pochi giorni è arrivato dal Tar il responso sul ricorso presentato dalla società che stava realizzando l'immobile, la Dusty. Ricordo contro i provvedimenti del Comune e che sarebbe stato accolto perché - come dice il consigliere - "non erano adeguatamente motivati e quindi vanno annullati".

"Noi ci chiediamo: chi paga per quelli che noi riteniamo degli errori grotteschi della pubblica amministrazione comunale, ed in particolare dei suoi uffici? - si chiede Bonaccorsi -. E' possibile che chi è deputato ai controlli non riesce a verificare la correttezza dei provvedimenti? L’amministrazione deve essere sollecitata, stressata in maniera imbarazzante dall'opposizione e dalla società civile? Perché si muove come un elefante in un negozio di porcellana provocando i danni che stiamo descrivendo?".

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