Pulvirenti a Cosentino: "Delli Carri non serve, sa solo alterare i risultati"

"Ci poteva dare una mano solo per una cosa". Così il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, parla del licenziamento del direttore sportivo Daniele Delli Carri in una conversazione telefonica con l'ad Pablo Cosentino intercettata e diffusa oggi dalla polizia di Catania. "Quando una persona non serve dobbiamo prendere una nel suo ruolo", dice Cosentino parlando di Delli Carri

 "Ci poteva dare una mano solo per una cosa". Così il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, parla del licenziamento del direttore sportivo Daniele Delli Carri in una conversazione telefonica con l'ad Pablo Cosentino intercettata e diffusa oggi dalla polizia di Catania. "Quando una persona non serve dobbiamo prendere una nel suo ruolo", dice Cosentino parlando di Delli Carri. "No ci poteva dare una mano solo per una cosa, no?", gli risponde Pulvirenti, finito agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della procura di Catania sul calcioscommesse. "Il discorso è solo per quello", è la controreplica di Cosentino ( GUARDA IL VIDEO)

Indiscrezioni scottanti quelle che emergono dalla giornata di oggi e che ingarbugliano ulteriormente la matassa dopo l'inizio ufficiale dell'operazione "I Treni del Gol". Tra i rossazzurri occhi puntati sul nome di Calaiò, mentre Moscati e Barberis, rispettivamente del Livorno e Varese, sono ufficialmente nella lista degli indagati.

Oltre al numero dei giocatori invischiati, potrebbe salire anche il numero di partite al centro dei riflettori. La Procura etnea aveva inizialmente parlato di 5 gare, più una in dubbio, ovvero Catania-Avellino terminata con il risultato di 1-0. Secondo quando riportato dal giornale La Repubblica, anche Brescia-Catania, terminata con il risultato di 4-2, potrebbe rientrare tra i tentativi di combine della dirigenza rossazzurra.

In un'intercettazione si parla di Bologna-Catania del 27 aprile. Gli interlocutori sono Daniele Delli Carri, ex direttore sportivo del Catania calcio, e Piero Di Luzio un procuratore sportivo, tutti e due arrestati martedì e con un passato nel Pescara. Discutono del fatto che è difficile potere corrompere giocatori del Bologna, inavvicinabili forse anche per i prezzi piu' elevati. Di Luzio suggerisce a Delli Cari di non "far partire il treno dell'una e quello delle 5".

LE DIMISSIONI DI PULVIRENTI

TIFOSI IN PIAZZA PREPARANO CORTEO

LE PERQUISIZIONI
 
Di Luzio questa volta parla di giocatori del Catania che potrebbero essere stati a loro volta corrotti. Dice Di Luzio: "il treno dell'una e il treno delle cinque non lo fare partire", il riferimento sarebbe per gli inquirenti al portiere Gillet, numero uno rossazzurro e al difensore Raffaele Schiavi, numero cinque. Delli Carri chiede "per quando" e Di luzio replica per lunedi' quando c'è in programma Bologna-Catania. Stupito Delli Carri s'interroga: davvero? E Di Luzio risponde: "Il treno nostro...". Delli carri dice "ho capito, ho capito" e Di Luzio chiosa "pericolosissimo.. quello dell'una... pericolosissimo!" I due vecchi amici si conoscono da tanto e si capiscono a volo: "Stai sul pezzo raccomanda" Di Luzio, "Ho capito" replica Delli Carri. Di Luzio aggiunge ancora: "Detto direttamente da loro e hanno fatto un budget stratosferico.. Gli si piegano le gambe..non lo fare partire..stagli sul pezzo". Delli Carri conclude: "Va bene".

ECCO COME TRUCCAVANO LE PARTITE: INTERCETTAZIONI

L'INCHIESTA: IL TERREMOTO SUL CALCIO CATANIA

TUTTE LE INTERCETTAZIONI

Intanto il presidente della Lega di serie B, Andrea Abodi, ospite ieri sera di "Speciale Calciomercato", trasmissione di Sportitalia, avverte che il campionato di serie B potrebbe slittare. "L'inchiesta di Catania? I controlli non sono mancati. Slittamento dell'inizio del campionato di serie B? C'e' questo rischio: servono pulizia e chiarezza", dice Abodi. "Dispiace che si parli solo delle cose negative. Abbiamo 22 società che lavorano costantemente con noi in un clima di armonia, con un impegno costante sull'integrità. Sembra un discorso paradossale in questo momento ma devo valorizzare la stragrande maggioranza che non vende le partite. Se si sbaglia l'equilibrio tra la giusta intransigenza verso chi commette illeciti e verso la parte sana farei un torto, in un senso o nell'altro", ha detto Abodi. "Ci siamo fidati delle 100 ore impiegate in giro per le città incontrando i calciatori e i giovani, parlando dei rischi e delle pene legate alle scommesse illecite. Abbiamo controllato la situazione, forse dobbiamo fare di più. Qui si controlla tutto, sempre. Ero convinto, al di là delle anomalie riscontrate in sede di scommesse, che il campionato fosse stato lineare e regolare.L'ho pensato anche sulla base di un dato tecnico. Tutte le undici gare dell'ultima giornata decidevano qualcosa in classifica. Per noi poteva essere un livello di garanzia. Abbiamo svolto tutta una serie di attivita' quotidiane legate alle 22 società, come portare i calciatori negli ospizi e nelle prigioni per allenare le coscienze", ha aggiunto il presidente della Lega serie B.

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