Cronaca

Inchiesta Catania, Pulvirenti ammette di aver comprato le gare

Si sono conclusi questa mattina gli interrogatori di garanzia, al Tribunale di Catania, per i principali indagati dell'inchiesta "I treni del calcio". Interrogati dal gip Fabio Di Giacomo, alla presenza del pm Andrea Sorrentino, l'ormai ex presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, accompagnato dal suo legale, l'avvocato Giovanni Grasso e l'amministratore delegato Pablo Cosentino, accompagnato dal legale Carmelo Peluso

La società sportiva "Calcio Catania" ha 'rimesso' tramite i suoi legali la licenza rilasciata dalla Questura di Catania che autorizza la squadra a disputare eventi sportivi allo stadio 'Angelo Massimino'.

La concessione è autorizzata per prassi a titolo personale, quindi 'rilasciata' al presidente Nino Pulvirenti. La notizia è trapelata in ambienti investigativi. Intanto domani è in programma in Federcalcio un summit tra il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, e il procuratore federale Stefano Palazzi. Partecipera' all'incontro anche il numero 1 della Lega di Serie B, Andrea Abodi.

Sarà l'occasione per fare il punto sulle inchieste relative al caso Catania e ai vari filoni del calcioscommesse di Cremona e Catanzaro. Alle 12 è poi in programma una conferenza stampa congiunta.

Si sono conclusi questa mattina gli interrogatori di garanzia, al Tribunale di Catania, per i principali indagati dell'inchiesta "I treni del calcio". Interrogati dal gip Fabio Di Giacomo, alla presenza del pm Andrea Sorrentino, l'ormai ex presidente del Catania, Antonino Pulvirenti, accompagnato dal suo legale, l'avvocato Giovanni Grasso, e l'amministratore delegato Pablo Cosentino, accompagnato dal legale Carmelo Peluso. Tra gli interrogati anche Gianluca Impellizzeri che si è avvalso della facoltà di non rispondere 

Centomila euro a gara: è quanto ha ammesso di avere pagato il presidente Antonino Pulvirenti per evitare la retrocessione del Catania in Lega Pro. L'ammissione durante l'interrogatorio è stata resa nota dal procuratore Giovanni Salvi. Pulvirenti ha negato di avere scommesso, ma di avere agito per salvare il Catania.

"Impellizzeri che è per noi un punto importante e centrale perché sono stati sequestrati 100 mila euro in contanti nella sua abitazione, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Adesso completeremo le indagini anche con il contributo che abbiamo avuto di Pulvirenti". Lo ha detto in conferenza stampa il procuratore capo di Catania, Giovanni Salvi. 

Nonostante sia stato disposto un ingente presidio delle forze dell'ordine, con polizia di Stato, Digos, reparto celere e carabinieri attorno al Tribunale di Catania, pochi i tifosi presenti. Nessuna contestazione nei confronti degli indagati che, conclusi gli interrogatori, sono andati via dall'uscita laterale di via Vincenzo Giuffrida.

LE DIMISSIONI DI PULVIRENTI

? TIFOSI IN PIAZZA PREPARANO CORTEO

LE PERQUISIZIONI

IL LEGALE DELL'AD COSENTINO -  "Il giudice gli ha chiesto che opinione si è fatto e lui ha risposto che se è vero quello che c'è scritto è una follia. Cosentino dice che quello che è accaduto sarebbe stato incompatibile con il suo ruolo nel Catania Calcio, il suo ruolo è stato quello di costruire una squadra che doveva essere all'altezza di vincere il campionato. Andare a corrompere per vincere le partite sarebbe stato come ammettere il suo fallimento. Cosentino ha un contratto con il Catania che scade domani mattina, si è già dimesso da Ad del Catania e non ha più rapporti con la società e ha detto al giudice che il suo futuro,certamente, non sarà più a Catania". (GUARDA IL VIDEO)

Pulvirenti ha lasciato il Palazzo di giustizia da una porta laterale e non ha dato dichiarazioni. Anche il suo avvocato, il professore Giovanni Grasso, è uscito insieme all'ex presidente del Calcio Catania evitando così i giornalisti. 

LA NOTA DEL LEGALE DI PULVIRENTI

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