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Inchiesta su Ciapi e "Grandi eventi", il sistema della pubblicità di Giacchetto

"Ricostruito un quadro delle relazioni fra i pubblicitari, il manager e i vari funzionari regionali. Il titolo dell'ordinanza: "Giacchetto e le altre compagini societarie utilizzate per la monetizzazione e l'appropriazione delle pubbliche provvidenze…"

Se le escort pagate con i soldi destinati alla Formazione hanno creato parecchio clamore, altrettanto fracasso promette di fare il filone della comunicazione pubblicitaria del cosiddetto “Sistema Giacchetto”. Un terzo filone d’inchiesta dopo quello dei Grandi eventi e Ciapi che ricostruisce un quadro abbastanza preciso delle relazioni fra i pubblicitari, Giacchetto e fra i vari funzionari regionali.

Il titolo dell’ordinanza non lascia spazio all’immaginazione: “Giacchetto Faustino e le altre compagini societarie utilizzate per la monetizzazione e l’appropriazione delle pubbliche provvidenze…”. Nell’ordinanza si fa riferimento a società di pubblicità molto note: Damir srl, Alessi SpA, Start affissione srl, Space srl, Publikompas e perfino Us Città di Palermo.

In uno stralcio si legge: “Alessi Spa, Publikompass Spa, Damir S.r.l. etc…, per potere ottenere gli ordini dal citato Ente hanno dovuto riconoscere e liquidare a GIACCHETTO Faustino – attraverso la moglie ARGENTO Concetta e/o società a lui riconducibili – consistenti somme di danaro sotto forma di “diritti di agenzia” e di“negoziazione”. Pertanto, oltre ad essere remunerato dal C.I.A.P.I. per l’incarico di Responsabile della comunicazione, Fausto GIACCHETTO ha ottenuto il riconoscimento di onerose “provvigioni” da parte delle società che, grazie alla sua stessa “intercessione”, effettuavano forniture/prestazioni nei confronti del C.I.A.P.I. Considerato che dette provvigioni sono state calcolate e liquidate a GIACCHETTO sulla scorta di quanto effettivamente incassato dai fornitori del C.I.A.P.I., è evidente come l’interesse del GIACCHETTO non fosse quello di far “risparmiare” l’ente (negoziando al “ribasso” i prezzi delle forniture) ma, in realtà, di far spendere l’intero budget a disposizione.

Damir srl, Alessi SpA, Start affissione srl, Space srl sono riconducibili, per indicazione a verbale di Dario Mirri, allo stesso Mirri, a Gaspare Alessi o ad entrambi. La Publikompas è la concessionaria pubblicitaria dei principali quotidiani siciliani (Il Giornale di Sicilia, La Sicilia e La Gazzetta del Sud).

Gli inquirenti hanno sentito i titolari delle agenzie. Dario Mirri, titolare della Damir, avrebbe ammesso di conoscere Giacchetto e di avere avuto commissionata pubblicità da lui. “La percentuale che la Damir S.r.l. avrebbe riconosciuto al GIACCHETTO per gli ordini del C.I.A.P.I. era del 50%. Devo riconoscere che tale percentuale è più alta di quella che generalmente viene riconosciuta agli altri nostri agenti in quanto le prestazioni rese dal GIACCHETTO non si limitavano solo alla mera segnalazione del cliente ma anche a tutta una serie di attività consequenziali (in primis il pagamento delle fatture emesse da Damir S.r.l. nei confronti del C.I.A.P.I.)”. Dal giugno del 2007 al giugno del 2009 la Damir ha fatturato solo al Ciapi complessivamente 2 milioni e 579 mila euro.

Un altro paragrafo nell’ordinanza è dedicato alla Gap srl e alla Novantacento srl, la prima (un’agenzia generale della Mondadori Pubblicità Spa) di cui è titolare Giuseppe Amato che è socio anche della seconda (insieme a Francesco Foresta in base alle dichiarazioni rese proprio da Amato) che gestisce le testate “Il Palermo”, “S”, “Match Today” e “I Love Sicilia”. 1 milione a 461 mila euro le fatture per pubblicità sulle testate Mondadori sulle quali sono state pagate provvigioni alle società di Giacchetto per 505 mila euro, 958 mila euro invece le fatture per le testate della Novantacento a fronte di provvigioni per 390 mila euro. Infine c’è la Publikompas che in proporzione ha avuto una fetta inferiore del budget pubblico gestito da Giacchetto. Sui quotidiani locali sono stati spesi 787 mila euro e pagate provvigioni per 370 mila euro.

Ecco un altro stralcio:  ALESSI Gaspare (“non ho mai saputo quale fosse il ruolo/incarico formale ricoperto dal GIACCHETTO all’interno del C.I.A.P.I. e di Italia Lavoro Sicilia S.p.A. ma che, in ogni caso, era di tutta evidenza come lui avesse, di fatto, l’intera gestione dei bugdet per la pubblicità di tali enti. In pratica, il GIACCHETTO era l’unico interlocutore di tali enti per ciò che riguarda la pubblicità per cui avevamo la consapevolezza che, non accettare le sue condizioni, avrebbe determinato l’estromissione/ridimensionamento della nostra azienda da importanti investimenti”)
- MIRRI Dario (“Questa sua “posizione di forza” ha determinato in noi la consapevolezza che, non accettare le sue condizioni, avrebbe di fatto estromesso la Damir S.r.l. dagli investimenti pubblicitari del C.I.A.P.I. e di Italia Lavoro Sicilia S.p.A. (…) sicuro beneficiario di queste operazioni, pertanto, era il GIACCHETTO a cui veniva liquidato il 50% del nostro fatturato nei confronti del C.I.A.P.I. e di Italia Lavoro Sicilia S.p.A. limitandosi a svolgere un lavoro di mera intermediazione”)

- AMATO Giuseppe (“con riguardo alla percentuale riconosciuta a titolo di provvigione al GIACCHETTO, che la Gap S.r.l., per potere lavorare con il C.I.A.P.I. e con Italia Lavoro Sicilia Spa, doveva accettare le condizioni da lui dettate…omissis…l’ampio margine di discrezionalità su cui poteva contare il GIACCHETTO ci ha convinti a riconoscergli delle provvigioni particolarmente onerose per evitare conseguenze dannose per la nostra azienda (rimanere esclusi dagli investimenti pubblicitari del C.I.A.P.I. e/o di Italia Lavoro Sicilia Spa)”).

- CIPOLLINA Diego : (“Queste, infatti, erano superiori di quelle che generalmente la Publikompass S.p.A. riconosce ai nostri agenti in quanto il GIACCHETTO aveva un ruolo determinante nella pianificazione pubblicitaria del cliente C.I.A.P.I. che, come più volte evidenziato dallo stesso GIACCHETTO, poteva disporre di importanti investimenti nella pubblicità. Per non essere esclusi o comunque marginalizzati da questi importanti investimenti del C.I.A.P.I., Publikompass S.p.A. ha dovuto riconoscere le suddette provvigioni (22,25%) al GIACCHETTO”).
Si è già detto che tale condotta, al momento dei fatti, penalmente irrilevante, potrebbe ora integrare l’ipotesi delittuosa introdotta dalla l. 190/12 che ha inserito nel corpo codicistico l’art. 346 bis c.p. (traffico di influenze illecite).
Le indagini hanno dunque permesso di riscontrare che gli ingenti budget finanziari di cui poteva disporre il C.I.A.P.I. di Palermo per le campagne pubblicitarie sono stati oggetto di illecito arricchimento da parte del GIACCHETTO e del suo entourage:
- attraverso false fatturazioni nei confronti del C.I.A.P.I. da parte della Sicilycomunication S.r.l. e della Media Center & Management S.r.l., società che, come ampiamente documentato nel corso delle indagini, benché formalmente amministrate da VITALE Angelo sono state di fatto gestite da GIACCHETTO Faustino;
- attraverso false fatturazioni nei confronti del C.I.A.P.I. da parte della Effemmerre Group 007 S.r.l., della Effemmerre Team S.r.l. e delle ditte individuali Strategie di Comunicazione di Messina Pietro e Filmax di Sala Massimiliano, soggetti economici che, a loro volta, trasferivano a GIACCHETTO Faustino una consistente parte del denaro percepito dal C.I.A.P.I.:
a) per il tramite della moglie ARGENTO Concetta e/o di società a lei comunque riconducibili (CO.F.ARG. S.r.l. e A.DI.LAT. Sas di DI SALVO Antonina & C.) nonché attraverso la Sicilycomunication S.r.l.;
b) pagando onerosi viaggi e soggiorni all’estero per il GIACCHETTO e/o per i suoi familiari/conoscenti.
Come detto, terza fonte di indebito arricchimento per il GIACCHETTO era costituita dal riconoscimento di“importanti” provvigioni da parte di tutti i fornitori del C.I.A.P.I. Palermo (Alessi Spa, Publikompass Spa, Damir S.r.l., Gap S.r.l., Space S.r.l., Novantacento S.r.l., Start Affissioni S.r.l.), che hanno dovuto pagare, a seconda dei casi, alla Sicilycomunication S.r.l. e/o alla Media Center & Management S.r.l. e/o ad ARGENTO Concetta consistenti somme di danaro sotto forma di “diritti di agenzia” e di “diritti di negoziazione”.
Dette erogazioni, come diffusamente documentato, ammontano a oltre 4 milioni di euro (IVA esclusa).
Nel corso degli anni, dunque, GIACCHETTO Faustino ha gestito e utilizzato per “diverse” finalità le cospicue somme di denaro che ha fatto confluire – sia direttamente dal C.I.A.P.I. che attraverso le imprese fornitrici dello stesso – sui conti correnti della Sicilycomunication S.r.l. e/o della Media Center & Management S.r.l.
Si sottolinea come, attraverso la registrazione nella contabilità della Sicilycomunication S.r.l. e della Media Center & Management S.r.l. di fatture per operazioni inesistenti, GIACCHETTO ha potuto disporre interamente del denaro “incassato” per l’IVA, come illustrato da VITALE Angelo, che ha dichiarato al riguardo: “GIACCHETTO pretendeva la restituzione degli interi importi che venivano accreditati sul conto corrente della Sicilycomunication S.r.l. (dal C.I.A.P.I. e dagli altri soggetti nei cui confronti mi indicava di fatturare).
In più occasioni sollevai il problema al GIACCHETTO che sulle fatture che mi faceva emettere come Sicilycomunication S.r.l. avrei dovuto pagare le imposte sui redditi della società e l’IVA.
Il GIACCHETTO si alterava ed iniziava ad inveire contro di me, minacciandomi che mi avrebbe rovinato in quanto le imposte e l’iva da pagare non era un problema che lo riguardava, che dovevo “arrangiarmi” e che a lui interessava solamente avere il denaro.
Nel ribadire che me “l’avrebbe fatta pagare” se non gli avessi consegnato il denaro – che il GIACCHETTO considerava suo in quanto veniva accreditato sul conto della Sicily grazie alle commesse/ordini da lui procurati -, il GIACCHETTO mi invitava a risolvere il problema di cui sopra ricorrendo a delle false fatturazioni in acquisto. Le sue parole/minacce mi terrorizzavano a tal punto che mi adoperavo nel reperire – anche stampandole personalmente – numerose fatture false che venivano registrate nella contabilità della Sicilycomunication S.r.l..

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