Inchiesta Coordinamento studentesco, il Rettore: "Valorizzazione del patrimonio è priorità"

Il rettore dell'Università di Catania: "L'Ateneo lavora per garantire strutture sicure e adeguate per gli studenti e azzerare gli affitti"

"La valorizzazione del patrimonio immobiliare è una priorità dell'Ateneo e l'università di Catania è al lavoro per garantire strutture sicure e adeguate per gli studenti e azzerare gli affitti". Lo afferma il rettore Francesco Basile sull'inchiesta del Coordinamento studentesco.

"Sono perfettamente consapevole - aggiunge - della legittima aspettativa dei nostri studenti, che reclamano spazi nei quali poter effettuare confortevoli e proficue attività didattiche, ma anche residenziali, culturali, ricreative e di socializzazione. Stiamo conducendo una puntuale analisi, sia dell'attuale patrimonio edilizio sia delle opere in corso di esecuzione al fine di azzerare completamente gli affitti residui".

"E' necessario ricordare - osserva il prof. Basile - che già negli ultimi due anni l'Ateneo ha avviato un processo di razionalizzazione che ha portato all'azzeramento degli affitti di Palazzo Hernandez e via Umberto con un risparmio di circa 600 mila euro per ogni anno. Appena saranno terminati i lavori di ristrutturazione dell'immobile di proprietà di via San Nullo, potranno essere liberati anche i locali di piazza Bellini e di via di Sangiuliano". Il rettore ritiene intanto "opportuno aggiungere alcune precisazioni, in merito ai casi segnalati dagli studenti, con i quali siamo sempre disponibili a confrontarci".

"Per quanto riguarda l’edificio di via Umberto, che in passato ha ospitato alcune aule del Centro orientamento e formazione, il Centro di documentazione europea, la sede della radio e della web tv d’Ateneo, esso non è mai stato di proprietà dell’Università di Catania, ma concesso in locazione all’Ateneo fino al giugno 2016, termine oltre il quale l’amministrazione dell’Università non ha reputato opportuno rinnovare l’affitto, vista anche l’esosità del canone. Nell’ottica di una razionalizzazione degli affitti passivi e del miglior utilizzo delle strutture, tutti gli uffici e le attività prima ospitati in quell’immobile sono adesso stati ricollocati in edifici di proprietà, ottenendo un sensibile contenimento della spesa a vantaggio dei servizi per la didattica e per la ricerca, oltre che benefici logistici e d’immagine. Non rinnovando l’affitto dello stabile di via Umberto, l’Ateneo ha quindi optato per valorizzare i locali di sua proprietà abbandonando una struttura molto costosa e oltretutto dimostratasi avulsa dal contesto universitario. La Città della Scienza di via Simeto è una struttura di prestigio nella quale l’Università di Catania ha investito molto, grazie a un finanziamento iniziale del ministero, e nella quale continua a credere, tanto da essere organicamente inserita all’interno del Sistema museale d’Ateneo. Grazie all’impegno personale di docenti e personale, la struttura è stata allestita e resa fruibile per alcuni periodi, nei quali ha ospitato mostre e altre iniziative culturali, richiamando parecchi visitatori. Per quanto riguarda la sua apertura permanente, siamo costantemente al lavoro per individuare e ottenere quei finanziamenti che servirebbero a far decollare definitivamente una struttura che può avere una forte connotazione didattica per gli studenti e per tutti i cittadini, sull’esempio di analoghe strutture divulgative realizzate in altre città. Infine, per quanto attiene all’auditorium di via Plebiscito (ex sede Gil ed ex Cpo Experia), la struttura è stata ristrutturata dalla Soprintendenza per farne un auditorium da assegnare all’Ersu di Catania, in attesa che vengano ultimati alcuni collaudi più volte sollecitati dalla presidenza dell’Ersu, e risolti alcuni problemi tecnici. L’Università si rende disponibile a concorrere alla spese e alla gestione, finalizzata ad iniziative culturali, da realizzare in convenzione con l’Ersu, quando sarà pronta. Certamente, condividiamo la richiesta degli studenti e dei cittadini affinché questo iter si concluda nel più breve tempo possibile, in maniera da poter restituire questo prestigioso immobile alla fruizione pubblica”.

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