Falso in bilancio, i nomi degli indagati: M5s chiede che Bianco si dimetta dall'Anci

Lo dicono i parlamentari nazionali e regionali della deputazione catanese del Movimento 5 Stelle, insieme ai consiglieri comunali, dopo aver appreso della maxi-inchiesta giudiziaria sui bilanci del comune di Catania

"Arriva l'amara conferma di quello che abbiamo denunciato per anni in tutte le sedi istituzionali e non solo. Abbiamo presentato atti parlamentari alla Camera dei deputati, a cura di Giulia Grillo, nella scorsa legislatura, e anche all'Ars, per iniziativa di Gianina Ciancio, per chiedere che si attivassero con urgenza accurate ispezioni al Comune di Catania. La situazione dei bilanci appariva gravissima già dopo i rilievi della Corte dei Conti, mossi tra il 2014 e il 2016, che inchiodavano la giunta Bianco, facendo emergere un quadro drammatico delle finanze comunali". Lo dicono i parlamentari nazionali e regionali della deputazione catanese del Movimento 5 Stelle, insieme ai consiglieri comunali, dopo aver appreso della maxi-inchiesta giudiziaria sui bilanci del Comune di Catania. "Inspiegabilmente - aggiungono - la questione, pur nota a tutti perlomeno nelle grandi linee, ancora non era emersa in tutto il suo disastroso spessore e attraverso l'ufficialità di un'inchiesta giudiziaria vera e propria, con amministratori del passato che diventano indagati dai nomi eccellenti. Alla luce di quanto accaduto, riteniamo opportuno che Enzo Bianco compia un gesto di buon senso e faccia un passo indietro dalla recentissima nomina al vertice dell'Anci".

La replica di Enzo Bianco

La deputata nazionale del M5S Simona Suriano interviene sulla vicenda: “Nel nostro ordinamento, come in uno Stato di diritto che si rispetti, esiste il principio di non colpevolezza fino a prova contraria. Fa specie, però, vedere come alcuni nomi ricorrono in più di una inchiesta che riguarda la città di Catania”, afferma Suriano. “Che si tratti di Università  o Comune i nomi dei soliti noti non mancano mai. Queste inchieste sembrano unite da un filo rosso. Se le ipotesi contenute nei fascicoli risultassero veritiere, ci sarebbe la conferma che per lungo tempo la nostra città è stata gestita da un unico gruppo di potere con logiche e criteri affatto trasparenti”

L'inchiesta falso in bilancio

La guardia di finanza ha notificato un avviso di conclusione indagine nei confronti di 36 persone nell'ambito di un'inchiesta per falso in bilancio al comune di Catania dal 2013 al 2018. Tra gli indagati ci sono l'ex sindaco Enzo Bianco e componenti delle sue giunte amministrative. Agli atti dell'inchiesta anche la relazione della Corte dei conti che ha portato al dissesto finanziario dell'Ente. Gli indagati, secondo la guardia di finanza "nell'esercizio delle proprie funzioni" avrebbero nel 2013 "attestato falsamente fatti dei quali gli atti pubblici predetti erano destinati a provare la verità. In particolare attestavano previsioni di entrata per il 2013 dolosamente sovrastimate e previsioni di spesa sottostimate (nella effettiva consapevolezza di un piu' elevato ammontare di debiti dell'ente in particolare con riguardo al contratto di servizio con la partecipata Amt avendo stanziato una previsione di spesa inferiore a quella contrattualmente stabilita), altresì integrando omissioni in merito al riconoscimento e all'iscrizione di debiti fuori bilancio dei quali erano a conoscenza, in quanto maturati negli esercizi precedenti".

I nomi degli indagati

Tra gli indagati oltre all'ex sindaco Enzo Bianco diversi ex assessori: Luigi Bosco, Orazio Licandro, Angela Mazzola, Marco Consoli, Giuseppe Girlando, Rosario D'Agata, Fiorentino Trojano, Salvo Di Salvo, Michele Giorgianni, Valentina Scialfa, Angelo Villari, Agatino Lombardo, Fortunato Parisi, Salvatore Ando', Maria Mastrandrea nonche' i revisori dei conti Carlo Cittadino, Natale Strano, Fabio Sciuto e Massimiliano Lo Certo. Indagati anche il ragioniere generale Ettore De Salvo, e i dirigenti Pietro Belfiore, Salvatore Nicotra, Alessandro Mangani, Angelo Greco, Orazio Palmeri, Roberto Politano, Maurizio Lanza, Giorgio Santonocito, Massimo Rosso, Maurizio Trainiti, Maria Mastrandrea, Clara Leonardi, Francesco Battaglia, Stefano Sorbino, Francesco Gullotta, Salvatore Nicotra e Marco Petino.

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