Inchiesta sui finanziamenti europei per la pesca, 36 le persone indagate

Imprenditori, manager, funzionari, professionisti e rappresentanti di enti pubblici avrebbero beneficiato di nove progetti finanziati dall'Unione europea per 2,8 milioni di euro "al posto" dei destinatari per i quali Bruxelles aveva destinato i soldi: i pescatori della zona

Inchiesta della Procura di Catania sui finanziamenti europei per la pesca, i fondi Por 2000/06. Sono in tutto 36 le persone indagate ed in sei, secondo quanto riporta il quotidiano La Sicilia, hanno scelto il processo con rito ordinario e sono stati rinviati a giudizio con l'accusa di associazione a delinquere e truffa aggravata.

Imprenditori, manager, funzionari, professionisti e rappresentanti di enti pubblici avrebbero beneficiato di nove progetti finanziati dall'Unione europea per 2,8 milioni di euro "al posto" dei destinatari per i quali Bruxelles aveva destinato i soldi: i pescatori della zona.

"Sotto i riflettori si concentra quasi subito sui progetti europei- come si legge nel quotidiano - E in particolare su quelli finanziati dal Por 2000/06 nell’ambito del Pit (Progetto integrato territoriale) numero 30 “Patto delle Aci”. Per concorrere a due bandi regionali si formano due Ats (Associazioni temporanee di scopo), “Aci Poseidon” e “Aci Nettuno”, composte da Mcq Sicilia (società di consulenza globale di Palermo), Catania Ricerche (consorzio che raggruppa enti pubblici, fra cui Cnr, Università e Camera di Commercio, e la StMicroelecronics), Parco Scientifico e Tecnologico di Sicilia (società di ricerca con sede a Catania, partecipata della Regione), Spata Srl (azienda di servizi nei settori di agricoltura, territorio eambiente, con sede a Catania) e cooperativa “Gente di Mare 1991” (associazione catanese di pescatori), che entrano in partnership i Comuni di Acireale, come ente capofila, e di Aci Castello. In tutto quattro progetti per Acireale (fondi per 1.497.200 euro) e cinque per Aci Castello (1.268.000 euro). Gli inquirenti hanno trovato numerose anomalie in quello che descrivono come «un serbatoio sempre pieno a cui attingere». Imprenditori, manager, funzionari, professionisti e rappresentanti di enti pubblici avrebbero beneficiato di nove progetti finanziati dall'Unione europea per 2,8 milioni di euro 'al posto' dei destinatari per i quali Bruxelles aveva destinato i soldi: i pescatori della zona".

Come riportato dal quotidiano La Sicilia di oggi, gli indagati sono: Garozzo Maurizio Agnese (dirigente generale Regione); Giuseppina Ardita (impiegata Comune Acireale); Alberto Barbera (socio Spata Srl); Daniela Di Mauro socia Mcq Sicilia); Rossella Di Stefano (impiegata Comune Acireale); Maria Galante (dirigente Regione); Antonino Garozzo (ex sindaco di Acireale); Marzia Antonella Leonardi (impiegata comunale Acireale); Gaetano Leotta (ex funzionario comunale di Acireale); Antonio Liotta (dipendente Regione); Antonino Lo Porto (dipendente Regione); Anna Maria Maggiore (Mcq Sicilia); Anna Maria Manzo (dirigente Regione); Ignazio Marinese (dirigente generale Regione); Stefania Massimino (presidente Cooperativa Gente di mare 1991); Antonino Moschitto (socio Spata Srl); Nicoletta Paparone (Parco scientifico e tecnologico di Sicilia); Luigina Pirolo (dirigente Regione); Luciano Privitera (ex assessore comunale di Acireale e attuale componente Fondazione Carnevale di Acireale); Maria Quattrocchi (dipendente Comune Acireale); Anna Maria Rosso (socia di Mcq); Daniele Scalisi (Consorzio Catania ricerche); Salvatore Scibilia (ex dirigente comunale di Acireale); Grazia Sicali (Spata Srl); Rosaria Sgroi (dipendente Comune di Piedimonte e consulente Mcq); Ada Vasta (consulente Mcq); Gianni Vasta (Presidente Sac Service); Gianfranco Vasta (consulente Mcq); Pierpaolo Vecchio (funzionario comunale di Acireale)

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