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Domenica, 2 Ottobre 2022
Cronaca

Federica e Ornella, vittime della strada: compagne di classe unite dallo stesso tragico destino

Federica Wagner, 30 anni compiuti da poco, ha perso la vita in un incidente stradale lo scorso sabato notte. Qualche anno prima, nel 2016, anche la sua compagna di classe Ornella Condorelli aveva perso la vita di ritorno da una serata passata in compagnia. La mamma di Ornella, con una lettera, lancia un appello per fare comprendere quanto sia importante essere consapevoli quando ci si mette alla guida di un mezzo  

Un'altra giovane vittima della silenziosa strage causata dalla violenza stradale. Il tragico incidente avvenuto tra sabato e domenica notte - che è costato la vita alla giovane Federica Wagner, 30 anni compiuti da poco -  ha sconvolto l'interà comunità catanese e riacceso i riflettori su quella che è una vera e propria emergenza, troppo spesso dimenticata se non ignorata: quella delle stragi sulla strada.

Secondo l'Osservatorio Asaps sugli incidenti plurimortali, nei primi sei mesi del 2022 si sono verificati in Italia, ben 62 sinistri gravissimi, nei quali si sono contate 145 vittime (47 incidenti con 2 morti, 10 con 3 morti, 4 con quattro morti, 1 con oltre 4 vittime) e 78 feriti Rispetto al 2021 gli incidenti plurimortali +29,2%, vittime +38,1%, feriti -19,6%.

Santa Sciuto è la madre di Ornella Condorelli, la studentessa catanese 24enne, uccisa sull’asfalto dell’autostrada Messina-Catania, alle 4 del mattino, la domenica del 24 luglio del 2016, di ritorno da una serata passata in compagnia. Ornella e Federica erano state compagne di classe alle elementari e questo è stato motivo per la signora Sciuto di scrivere una lettera, che di seguito pubblichiamo integralmente, con l'obiettivo di sensibilizzare e mettere un argine alle stragi della strada. La testimonianza, affidata allo scorrere delle parole, di un forte dolore, che da colmo di rabbia, si è trasformato in forza e in profondo coraggio.

Un appello, quello della madre di Ornella, per fare comprendere quanto sia importante essere consapevoli quando ci si mette alla guida di un mezzo, per se stessi e per gli altri e un invito deciso alle Istituzioni e alla Giustizia, affinchè le vittime della strada non vengano dimenticate. 

Il testo della lettera

"È doveroso per me spendere due parole per una tragedia evitabile che nell’immediatezza dei fatti sconvolge e indigna ma poi sarà dimenticata come tante altre! Mi sento emotivamente coinvolta in questi fatti per due motivi: Federica Wagner è stata compagna di classe delle mie figlie gemelle Ornella e Barbara alle elementari e, come molti di voi sanno, Ornella l’ha tristemente preceduta 6 anni fa! Oggi il mio “j’accuse” è rivolto alle istituzioni che poco fanno o quasi nulla, affinché tutto ciò possa essere se non evitato almeno limitato. Ci deve essere uno “scatto culturale” a partire dall’uso della parola con la quale vengono definiti questi eventi: incidente.

Già di per sé questa parola deresponsabilizza chi lo causa perché ammette la componente della fatalità in un evento determinato dal libero arbitrio: il conducente ha scelto di correre a folle velocità e travolgere l’auto dove viaggiava Federica senza lasciarle scampo. Anche i media hanno il dovere di raccontare i fatti come realmente accadono: troppe volte leggo”auto impazzita travolge e uccide un pedone ”come se la macchina avesse fatto tutto da sola. Oppure, ”pirata della strada uccide motociclista e fugge”, regalando a un essere inutile un’aura di mistero che riporta ai racconti d’infanzia dove i pirati erano quasi degli eroi! Inoltre, per “par condicio” questi eventi dovrebbero essere enumerati così come viene fatto per i femminicidi.

Negli ultimi weekend estivi, i morti sulle strade sono stati dai 35 ai 40, i femminicidi, ovviamente ugualmente orribili,sono stati 39 dall’inizio dell’anno. Non sono dati che mi sono inventata ma dati registrati da Asaps ovvero Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia stradale. Purtroppo chi muore per incidente stradale non fa notizia. La vita limpida e cristallina di questi ragazzi non fa audience, a loro vengono riservati i tre giorni canonici e pace all’anima loro. Infine il capitolo giustizia: la pena deve essere certa e severa. Soltanto con azioni repressive si potranno limitare queste tragedie.

È stato introdotto l’omicidio stradale, ma di fatto non c’è stato un vero inasprimento delle pene e con il rito abbreviato a cui ricorrono questi individui, spesso la fanno franca! Assicurare una punizione esemplare serve anche a restituire a questi morti e ai loro familiari superstiti la loro dignità di vittime. Io non mi sento di dire come tanti, Federica riposa in pace, perché a 24, 30 anni, non si può riposare, si deve vivere, si deve mordere la vita, si devono fare progetti per un futuro che nessuno ha il diritto di interrompere per una scelleratezza. Il mio abbraccio forte e purtroppo consapevole va a Mariella, a suo marito e a Martina che ricordo piccola piccola in braccio alla sua mamma quando ci incontravamo a scuola per prendere le nostre bambine inconsapevolmente legate da un destino che qualcuno ha cambiato loro nell’arco di una frazione di secondo".

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