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Mercoledì, 22 Maggio 2024
l'esito degli accertamenti

Incidente mortale al casello: l'uomo che ha investito Laura Amato positivo a cannabis e benzodiazepine

E' grave. Nei prossimi giorni arriveranno i risultati degli esami ematochimici. Laura Amato, di origini catanesi e trasferitasi a Milano da cinque anni, ha perso la vita mentre pagava il biglietto con la 60enne Claudia Turconi. Le due donne stavano pagando il pedaggio, quando sono state tamponate

È risultato positivo alla cannabis e alle benzodiazepine il 39enne italo-marocchino che nella notte tra venerdì e sabato ha causato l'incidente alla barriera della Ghisolfa sull'autostrada A4 in cui sono morte due donne, intente a pagare il pedaggio e tamponate a folle velocità: Laura Amato, originaria di Catania, e Claudia Turconi. Il fatto è emerso dai primi accertamenti medici, mentre i risultati degli esami ematochimici (accertamenti che servono a rivelare la presenza di sostanze presenti nel sangue) sono attesi tra un paio di giorni.

L'uomo, residente a Pontenure in provincia di Piacenza, giovedì è stato accompagnato dalla moglie in ospedale per una sospetta crisi di nervi e qui potrebbe aver assunto gli psicofarmaci, poi riscontrati nei controlli effettuati dopo l'incidente. Gli inquirenti -come riporta Milanotoday- hanno sequestrato la cartella medica, non è ancora chiaro se abbia lasciato l'ospedale venerdì autorizzato oppure abbia deciso di andar via senza dire nulla (il bracciale del ricovero è stato trovato strappato in auto). Quello che appare accertato è che il 39enne non è mai stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio e che risulta in possesso della patente. Dell'uomo che non ha saputo fornire alcuna spiegazione su quanto accaduto nell'incidente in cui hanno perso la vita le due donne, 54 e 60 anni, "si sta valutando il suo passato anche in relazioni a pregressi stati di malessere per i quali sarebbe stato in cura presso strutture ospedaliere".

La visione dei filmati di sorveglianza della rete autostradale è stata determinante - spiega la questura - per ricostruire l'evento e la sua dinamica: si vede la Lancia Y, su cui viaggiavano le due donne, procedere a ridotta velocità per immettersi nella pista riservata al ritiro del biglietto di pedaggio e l’altra auto, una Lancia Musa, sopraggiungere "a velocità sostenuta e senza rallentare, colpire violentemente, da dietro", l’auto ferma sbalzandola in avanti per diversi metri. Una visione che fa ipotizzare che l'uomo potesse essere distratto dal telefono (sequestrato) oppure, l'ipotesi che sembra prevalere, è che non abbia visto l'ostacolo perché 'offuscato' dall'assunzione di benzodiazepine e che quindi drogato o 'addormentato' non abbia avuto l'istinto di frenare. Il 39enne, ora ricoverato nel riparto di psichiatria dell'ospedale San Carlo di Milano, è indagato per omicidio stradale plurimo e rischia una condanna fino a 18 anni di carcere.

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