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Incidenti stradali, report nazionale: alto indice di mortalità a Catania

Alto indice di mortalità concentrato nelle strade urbane della città etnea, che contende il triste primato a Napoli, Trieste e Torino. Su interventi o possibili criticità tra le strade della città, D’Agata precisa: “L’amministrazione continua comunque a monitorare le varie situazioni"

Alto indice di mortalità concentrato nelle strade urbane di Catania. La città etnea contende il triste primato a Napoli, Trieste e Torino. Questo il quadro che emerge dal report nazionale redatto da Aci-Istat relativo agli incidenti stradali registrati nel 2013. Catania si piazza infatti dietro la città partenopea, con un indice di 1,57 morti ogni 100 incidenti. Relativamente alle strade urbane, si contano in tutto 1.213 incidenti nel corso del 2013.

Se a bordo delle automobili si muore di meno (-12,2% decessi rispetto al 2012), per le due ruote i miglioramenti sono più netti: -14,5% per i motocicli e -14% per le biciclette. Tra i conducenti le fasce di età più a rischio sono quelle dei giovani, in particolare tra 20 e 24 anni (219 vittime), e quella degli adulti tra 40 e 44 anni (215 vittime). Tra i pedoni diminuiscono le vittime del 4,7%, ma aumentano i feriti dell'1,6%; le fasce che fanno registrare maggiori incrementi di decessi per investimento sono tra gli 80-84enni e tra i 90-94enni, ma vittime in aumento anche tra giovani (15-29 anni) e bambini (0-4 anni). In ambito extraurbano la distrazione si conferma la prima causa di incidente (20,4%), seguita dalla velocità troppo elevata (17,5%) e dal mancato rispetto delle distanze di sicurezza (13,1%). In città, invece, è l'inosservanza di semafori e regole di precedenza a causare il maggior numero di sinistri (19,1%), seguita dalla distrazione (15,6%) e dalla velocità elevata (9,5%).

Relativamente all’anno preso di riferimento, ad esempio, a Catania si ricordano gli incidenti avvenuti nell’aprile 2013, dove in una stessa giornata hanno perso la vita ben 2 persone in due incidenti diversi. Uno avvenuto in via della Concordia, l’altro sulla tangenziale all’altezza dello svincolo di San Giorgio.  Oppure quello avvenuto qualche mese dopo, a giugno, nell’incrocio ribattezzato “della morte” tra via Curia e via Fratelli Cairoli.

“Ricordo l’episodio avvenuto nell’agosto 2014-  commenta l’assessore alla viabilità, Rosario D’Agata - durante il quale il caposquadra Oikos, Di Bella, ha perso la vita per un incidente stradale causato da un uomo alla guida in stato di ebbrezza. L'alta velocità, l'alcol, le sostanze stupefacenti sono fattori– precisa D’Agata – che possono influire nel numero degli incidenti”.

Su interventi o possibili criticità tra le strade della città, D’Agata precisa: “L’amministrazione continua comunque a monitorare le varie situazioni e intervenire per quanto riguarda la posizione delle segnaletiche, degli stop, effettuando anche interventi su cordoli e carreggiate, per diminuire il rischio di incidenti”.

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