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Inchiesta sulla "Super Camera", il sindaco Enzo Bianco indagato per le nomine Sac

Il sindaco avrebbe ricevuto l'avviso di garanzia qualche ora dopo la visita del Capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli a Catania in occasione della commemorazione dell'ispettore Filippo Raciti

Sarebbero oltre una decina gli indagati - a vario titolo per falso ideologico, omissioni d’atto d’ufficio e abuso d’uffici - nell’inchiesta della Procura di Catania sul verminaio della Camera di Commercio, fra iter di accorpamento e bilanci. A rivelarlo è il giornale La Sicilia. In un filone dell'inchiesta che conduce a Fontanarossa, ci sarebbero tra gli indagati anche il sindaco di Catania, Enzo Bianco.  Il Sindaco avrebbe ricevuto l’avviso di garanzia qualche ora dopo la visita del Capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli a Catania in occasione della commemorazione dell'ispettore Filippo Raciti. Oltre al primo cittadino sarebbero indagati anche Roberto Rizzo, commissario CamCom Catania, il commissario Irsap Maria Grazia Brandara, il commissario del Libero Consorzio di Ragusa Antonino Lutri e Dario Tornebene, commissario CamCom Siracusa e l’ex ad di Sac, Ornella Laneri.

LA REPLICA DI BIANCO

IL LEGALE: "REATO NON SUSSISTE"

L'ipotesi investigativa sarebbe che chi acconsentì a quella nomina era consapevole del deficit curriculare della Laneri. Successivamente fu nominato Nico Torrisi al vertice della Sac che non risulta indagato. 

L'inchiesta della Procura di Catania, condotta dal pubblico ministero Pasquale Pacifico con il coordinamento del Procuratore Carmelo Zuccaro, tenta di ricostruire la vicenda della Super Camera del Sud Est. Secondo le indiscrezioni tra gli indagati ci sarebbero il segretario camerale Alfio Pagliaro e il presidente di Confcommercio Catania, Riccardo Galimberti.  

Matteo Iannitti di Catania Bene Comune commenta: "La notizia giudiziaria di un'indagine non può costringere alcuno a rinunciare all'incarico di amministratore conferito democraticamente. La maniera con cui è stata amministrata la cosa pubblica negli ultimi anni dimostra come si siano privilegiati gli interessi privati, le reti clientelari, i comitati d'affari, a danno dell'interesse pubblico e del progresso della città. A prescindere della rilevanza penale dei fatti l'Amministrazione Bianco ha massacrato e umiliato la città e per tale ragione, al di là delle indagini in corso, come ripetiamo da mesi, deve andare a casa".

Manlio Messina coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia dichiara a CataniaToday: "Come sempre riteniamo che l'indagine debba fare il suo corso e saranno gli organi competenti a rilasciare sentenze. Noi ci permettiamo solo di sottolineare il metodo spregiudicato con cui questa DisAmministrazione fa nomine. Stessa vicenda per le partecipate del Comune ed in particolare per l'Amt nominando anche in questo caso persone senza alcun requisito e così come scritto chiaramente nello statuto della stessa società. Le nomine degli addetti stampa per aggirare l'ufficio stampa del Comune di Catania e il portavoce dell'area Metropolitana nominato senza bando pubblico e con chiari divieti di legge per la mancanza dell'approvazione del patto di stabilità. Queste sono solo alcune delle vicende che denotano una caduta morale della DisAmministrazione Bianco. Si dimetta e liberi la città!"

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