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Le indagini

Nuovi dettagli sul duplice omicidio di Riposto: Castorina fece salire in auto La Motta prima di essere uccisa

Gli investigatori cercano di fare luce sul legame che univa i tre protagonisti di questa tragica vicenda. Ufficialmente tra loro non c’era alcun rapporto particolare

Continuano a ritmo serrato le indagini sul duplice omicidio della 48enne Carmelina Marino, uccisa sabato scorso sul lungomare di Riposto da Salvatore La Motta, e della 50enne Santa Castorina, freddata con due colpi di pistola al volto appena scesa dalla sua Fiat Panda nella centralissima via Roma, dell'ergastolano in permesso premio che si è poi suicidato davanti la caserma dei carabinieri della cittadina etnea.

Gli investigatori cercano di fare luce sul legame che univa i tre protagonisti di questa tragica vicenda. Dall'analisi delle telecamere di sorveglianza, tuttora in corso, emerge che Salvatore La Motta è giunto in via Roma a bordo della Fiat Panda guidata proprio dalla signora Santa Castorina, provenendo da villa Pantano. Non è allo stato noto dove i due si siano incontrati. Sarà difficile capire anche se la donna potesse aver avuto notizia di quanto accaduto pochi minuti prima in zona porto e quale fosse la natura esatta del legame di questa seconda vittima con il suo assassino. La Motta avrebbe infatti avuto una relazione con Carmelina Marino. Ufficialmente fra i tre non c’era alcun rapporto particolare. Resta in carcere per concorso in omicidio il 55enne Luciano Valvo. ll Gip di Catania, Luca Lorenzetti, ha convalidato il fermo eseguito dai carabinieri ed ha emesso nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'uomo, che continua a proclamarsi innocente, secondo l'accusa avrebbe accompagnato Salvatore La Motta con la sua Volkswagen Golf nera sul luogo del delitto di Melina Marino.

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