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Industria alimentare, sindacati etnei annunciano assemblee nei luoghi di lavoro

Due ore di assemblee sindacali in tutte le aziende dell'industria alimentare e, dunque, Latte Sole, Sibat, Sibeg, Zappalà, Dais, solo per citare le più importanti, mentre il 29 gennaio si terrà uno sciopero di otto ore

"La crisi c'è ma il costo non lo possono pagare solo i lavoratori". E' il commento del segretario generale della Flai-Cgil di Catania, Alfio Mannino, che sintetizza la brusca interruzione, avvenuta ieri a Roma, della trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria alimentare, che interessa 400 mila lavoratori italiani occupati nella trasformazione dei prodotti.

Le organizzazioni di categoria Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, insieme alla delegazione trattante di cui fa parte Mannino, hanno ritenuto insoddisfacenti le risposte fornite dalla controparte datoriale alle richieste contenute nella piattaforma unitaria e irricevibili le richieste avanzate dalle imprese.

"A questo punto -continua Mannino- inizia lo stato di agitazione e la mobilitazione nei luoghi di lavoro con il blocco degli straordinari e di tutte le flessibilità. Da domani a Catania si svolgeranno due ore di assemblee sindacali in tutte le aziende dell'industria alimentare e, dunque, Latte Sole, Sibat, Sibeg, Zappalà, Dais, solo per citare le più importanti, mentre il 29 gennaio si terrà uno sciopero di otto ore".

"Abbiamo chiesto un aumento di 150 euro spalmati in quattro anni -spiega il segretario provinciale Flai- ma abbiamo registrato la volontà di Federalimentare di comprimere i salari".

"La cosa che ci preoccupa maggiormente -prosegue Mannino- è che la controparte datoriale e Confindustria lavorino chiaramente a depotenziare il contratto collettivo nazionale di lavoro sino a declassarlo e privarlo del ruolo di autorità salariale. Questo, in un Mezzogiorno italiano frammentato, significherebbe la creazione di fatto delle gabbie salariali, con evidenti disparità fra le retribuzioni del Nord rispetto a quelle del sud".

"Ma non è l'unica nota dolente della trattativa -aggiunge il segretario etneo dei lavoratori dell'agroindustria della Cgil- poiché risultano irricevibili le proposte di Federalimentare di cancellare gli scatti di anzianità e di destrutturare il contratto di secondo livello, mentre è chiusura totale rispetto alla deroga alle nuove leggi sul lavoro attraverso la contrattazione e la possibilità di estenderla all'intera platea di lavoratori dell'azienda". 

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