Infermiera aggredita al Vittorio Emanuele, Cgil: "Lavoro difficile e delicato. Andrebbe meglio retribuito"

Ci si chiede mai come l'infermiere che assolve il suo ruolo di triagista, con quale vissuto e stato d'animo, inizia il suo turno di lavoro? E' l'interrogativo posto dal segretario generale della Fp Cgil, Gaetano Agliozzo, e Domenica Di Guardo

La segreteria della Funzione Pubblica CGIL di Catania, interviene a proposito dell'ennesimo caso di aggressione nei confronti di una infermiera del Pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania, aggredita da un paziente con codice verde in attesa di visita medica. "Ci si chiede mai come l'infermiere che assolve il suo ruolo di triagista, con quale vissuto e stato d'animo, inizia il suo turno di lavoro? - sottolineano il segretario generale della Fp Cgil, Gaetano Agliozzo, e Domenica Di Guardo -È uno stato d'animo certamente di ansia, di preoccupazione e di consapevolezza di trovarsi al centro di attrito fra gli assistiti ed il sistema sanitario in genere; l'infermiere di triage deve sapere gestire professionalmente le problematiche di salute della persona assegnando un codice di priorità, ma altresì è responsabile di gestire non solo l'emotività del paziente, spesso spaventato e preoccupato per la sua salute, ma anche gli aspetti organizzativi dell'intervento sanitario".

"Non è dell'infermiere di triage la responsabilità di gestire i tempi di attesa dei vari ambulatori, non è sua la responsabilità se l'offerta sanitaria decresce per i tagli alla spesa pubblica e viceversa, invece, la domanda di salute aumenta in maniera esponenziale - continua la nota del sindacato - L'attività di triage è talmente delicata che necessita non solo di tempi e spazi adeguati e “dedicati” (spesso inesistenti o non idonei) ove raccogliere la storia del paziente ed i parametri vitali necessari per determinare nel rispetto dei protocolli , l'assegnazione del codice/colore, ma necessita di una competenza e formazione che va dagli aspetti clinici agli aspetti relazionali e di psicologia comportamentale, nonché di tolleranza allo stress. Necessita dunque di una formazione iniziale ma anche di un investimento da parte dell'operatore e della stessa azienda di formazione continua. Il personale viene adibito a tale ruolo con estrema accuratezza da parte del direttore dell' Unità Operativa del Pronto Ssccorso e della coordinatrice della funzione infermieristica".

La CGIL chiede da tempo che tutti gli operatori non solo dedicati al triage ma all'intero servizio di Pronto soccorso siano tutelati nello svolgimento del loro lavoro attraverso misure di sicurezza, come adesso il direttore generale dell'azienda Policlinico OVE ha annunciato, ma altresì che vengano potenziati gli ambulatori medici per i codici bianchi-PPI (punti di primo intervento), per i giorni prefestivi e festivi e per le ore notturne, in quanto la richiesta dell'utenza non si ferma di certo alle ore 20. "La CGIL ritiene con forza che il lavoro dell'infermiere adibito al triage riceva quel giusto riconoscimento economico per il carico emotivo e psicologico che tale ruolo comporta".

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