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Cronaca

Infermiere accusato di omicidio, era in terapia: la denuncia dei suoi psicologi

A fare scattare le indagini della squadra mobile, sarebbero state le denunce di due psicologi che avevano in cura Vincenzo Villani Conti, 50 anni, infermiere del Reparto di medicina e Chirurgia d'Accettazione e Urgenza dell'ospedale Cannizzaro di Catania

A fare scattare le indagini della squadra mobile, sarebbero state le denunce di due psicologi che avevano in cura Vincenzo Villani Conti, 50 anni, infermiere del Reparto di medicina e Chirurgia d'Accettazione e Urgenza dell'ospedale Cannizzaro di Catania. Dopo aver raccolto le sue "confidenze", hanno avuto dei sospetti che fosse accaduto qualcosa di grave, raccontando tutto in Procura. L'infermiere avrebbe detto loro di essere "mosso da uno stato di preoccupante distacco emotivo maturato nei confronti dei pazienti a causa del comportamento vessatorio dei superiori".

Avrebbe ucciso perchè frustrato dopo essere stato spostato da un reparto all'altro dell'ospedale e in ultimo nel reparto nel quale lavorava, spostamento che aveva ritenuto una regressione nella professione. Secondo le accuse l'uomo avrebbe agito, quindi, per futili motivi e "l'azione criminosa è stata accuratamente progettata" in tutte le fasi: avrebbe preso i farmaci nonostante non vi fosse prescrizione medica, li avrebbe inoculati durante il turno di notte, non avrebbe indicato di aver compiuto l'inoculazione nelle cartelle cliniche e avrebbe parlato dei due decessi ai suoi psicologi. Le due vittime morirono una il 2 dicembre del 2020, l'altra il 16 gennaio del 2021 e tutti e due i decessi sarebbero avvenuti dopo il turno lavorativo notturno dell'infermiere. La Procura parla di una "successione di eventi che supporta il giudizio di gravità indiziaria".

L'Azienda ospedaliera ha sospeso dal servizio l'infermiere ed avviato un "procedimento disciplinare previsto dalla normativa", spiegando di aver "fattivamente collaborato sin dall'inizio con l'autorita' giudiziaria". Una ispezione amministrativa è stata disposta dall'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza. "Ho chiesto al direttore generale - dice - una relazione.Voglio comprendere il motivo per cui questo infermiere era stato trasferito da due reparti. La magistratura fara' il suo corso, ma l'attività ispettiva dell'amministrazione è capire se questi trasferimenti dovevano fare scattare un alert e se a seguito di quell'alert dovevano essere assunti provvedimenti".

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