Infermieri, Coniglio: “Non daremo più la disponibilità nei reparti, basta straordinari”

"Siamo stanchi di non essere ascoltati. Inviteremo tutte le professioni sanitarie siciliane ad esclusione della categoria medica a non garantire più la disponibilità nei reparti di intramoenia e ai turni in straordinario". Dure le parole di Calogero Coniglio, segretario Regionale del Cni-Fsi

"Siamo stanchi di non essere ascoltati. Inviteremo tutte le professioni sanitarie siciliane ad esclusione della categoria medica a non garantire più la disponibilità nei reparti di intramoenia e ai turni in straordinario”. Dure le parole di Calogero Coniglio, segretario Regionale del CNI-FSI Coordinamento Nazionale Infermieri aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti, il quale ha inviato due lettere alla regione.

In una si chiede il riconoscimento del gettone aggiuntivo, così come già istituito in alcune regioni del Nord Italia per il disagio di chiamata in sostituzione di un collega durante la giornata di riposo e l’aumento della tariffa oraria di straordinario e intramoenia; nell’altra istanza, inviata anche al Presidente della Regione, si pone l’urgente questione del riposizionamento delle fasce contributive orizzontali giuridiche per tutto il personale del comparto delle aziende sanitarie e irccs della regione siciliana.

"Silenzio imbarazzante da parte della Regione - si legge nella nota- che a distanza di un mese non ha risposto alle richieste di un’intera categoria di 22  professionisti sanitari appartenenti alla legge 26 febbraio 1999, n. 42 che da anni presta servizio volontario in attività intramoenia presso i reparti paganti, facendo fronte alle esigenze delle aziende e a quelle dei malati impegnandosi sovente, vista la persistente carenza di personale, in logoranti ritmi lavorativi pur di garantire la continuità assistenziale".

“Basta essere sottovalutati e basta subire l´indifferenza della direzione e della Regione. Chiediamo di essere equamente pagati come i colleghi del Nord – continua Coniglio - Gli infermieri che, danno la loro disponibilità nei reparti di intramoenia delle aziende sanitarie siciliane sono migliaia e lamentano l´applicazione minima fissata dalle aziende che prevede ore fisse, serve una tariffa regionale uguale per tutte le aziende come nel Veneto”.

I professionisti del settore chiedono l´equiparazione della retribuzione oraria così come percepita dal personale infermieristico che opera nelle strutture del Nord, dove viene corrisposto una tariffa oraria di intramoenia e straordinario di 40 euro lorde.

"Perché dobbiamo percepire meno dei colleghi di Milano? – prosegue Calogero Coniglio – le scelte da parte della Regione e delle direzioni sanitarie dimostrano la scarsa valorizzazione della professione infermieristica e delle professioni sanitarie non mediche, considerato anche che la differenza tra la tariffa applicata al personale infermieristico e quella applicata al personale ausiliario socio sanitario è di soli due euro l´ora”.

In merito alle dichiarazioni del Presidente della VI Commissione Regionale sanità Di Giacomo, Coniglio replica e chiede di non dimenticare la denuncia fatta lo scorso marzo dal Sindacato dal titolo “Pessima assistenza domiciliare e territoriale in Sicilia”.

 “L’assessore regionale alla Salute ed il Presidente della Regione passino ai fatti e si occupino realmente delle problematiche infermieristiche e delle 22 professioni sanitarie del comparto – conclude Coniglio - dagli aspetti organizzativi, alla carenza di personale e ai riconoscimenti economici, potenziando il personale in “prima linea” che per viene a contatto con i pazienti, tra cui i professionisti Infermieri, ostetrichi, fisioterapisti, tecnici, dell’area riabilitativa, assistenziale e della prevenzione”.

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