Infermieri Fsi, Coniglio: "Se l'Assessorato non troverà le risorse, chiederemo alle sigle sindacali di manifestare"

“Abbiamo affrontato l’istituzione dell’infermiere di famiglia – spiega Calogero Coniglio, delegato regionale Fsi e coordinatore regionale Cni-Fsi – discutendo in merito alle risorse economiche

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

E’ stato un tavolo tecnico acceso quello svoltosi, oggi, presso l’Assessorato regionale alla Salute. Affrontate, con toni accesi, le problematiche infermieristiche della regione.

Dopo la lettura del verbale del precedente incontro, le richieste all’Assessorato sono state condivise da tutti i sindacati presenti e dall’Ipasvi.

“Abbiamo affrontato l’istituzione dell’infermiere di famiglia – spiega Calogero Coniglio, delegato regionale Fsi e coordinatore regionale Cni-Fsi – discutendo in merito alle risorse economiche. Abbiamo chiesto all’assessorato di chiedere un parare all’Aran, e di visionare l’ultimo contratto regionale decentrato per trovare risorse. L’infermiere di famiglia è quella figura che, già al nord, ha dimostrato di migliorare la qualità dell’assistenza domiciliare, perchè è veramente e costantemente a contatto con il paziente e con la sua famiglia, a differenza del medico di famiglia che fa diagnosi e terapia”.

“Abbiamo chiesto all’unanimità –continua Coniglio - di rimuovere le convenzioni private con le strutture pubbliche riguardanti l’assistenza domiciliare ed emanare una circolare che obblighi, sulla base dell’art. 38 del contratto Aiop che prevede l’esclusività di contratto verso un’azienda, le ditte private di assumere infermieri a tempo indeterminato, senza quindi prendere più personale che già lavora in altre strutture pubbliche e private, consentendo loro di avere doppi stipendi. Così facendo si creerebbero nuovi posti di lavoro per gli infermieri disoccupati”.

Tra le problematiche affrontate - alla presenza del direttore generale dell'Assessorato Salvatore Sammartano-  anche quella dei molteplici ambulatori presenti nelle aziende ospedaliere: “Abbiamo chiesto che vengano spostati alle Asp. Gran parte di quelle attività può essere svolta da medici e infermieri a domicilio a minor costo, così facendo il personale impegnato in quegli ambulatori potrebbe essere inserito nelle corsie carenti di infermieri”.

Inoltre, si chiede: che gli infermieri inviati nelle centri penitenziari siamo a contratto a tempo indeterminato a carico delle asp e non dipendenti a incentivo; l’applicazione della legge regionale 1/2000 sulla dirigenza infermieristica; che il personale amministrativo in esubero venga utilizzato in corsia per attività amministrative che svolge oggi l’infermiere e lo distoglie dai veri compiti sanitari che gli spettano.

Dall’Assessorato hanno assicurato di procedere, assieme ai sindacati, con la condivisione dei tavoli tecnici, sindacali e politici, in attesa che vengano pubblicati i parametri della legge 189 Balduzzi per la definizione della rete ospedaliera, territoriale e delle dotazioni organiche della regione. Hanno promesso di fare il possibile per non lasciare senza lavoro gli infermieri precari, partendo da subito con le proroghe di contratti di altri 6 mesi. Inoltre, con la rete ospedaliera, ci sarà un’implementazione di assistenza territoriale ed un decremento nelle aziende: potrebbero nascere 500-600 posti di infermieri a tempo indeterminato dal progetto del 118, circa 80 per provincia, ed eliminare i turni di infermieri già dipendenti di ruolo e poi in incentivo al 118, prendendo 2 stipendi. Questa operazione d’iniziativa regionale e’ all’esame dell’assessorato e stanno cercando le risorse economiche.

"Questa organizzazione sindacale - conclude Coniglio - ha allegato al verbale 3 progetti: rideterminazione dell’assistenza domiciliare integrata con l’introduzione dell’infermiere di famiglia, la rideterminazione delle dotazioni organiche infermieristiche prendendo come parametri i carichi di lavoro, il servizio infermieristico regionale e gli ambulatori infermieristici in convenzione con il ssr. Abbiamo sottolineato che rispetteremo i tempi tecnici per lavorare assieme, ma se l’assessorato non troverà le risorse economiche alle nostre richieste, passeremo ad altre proteste. Basta chiacchiere, scenderemo per strada a manifestare chiedendo l’adesione anche a tutte le sigle sindacali che vogliano aderire e anche ai cittadini, associazioni".

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