Ingegnere rapito in Siria, la famiglia chiede il silenzio stampa

"Noi sapevamo da giorni del rapimento - rivela uno dei fratelli di Mario Belluomo - anche perchè non avevamo avuto contatti con Mario, che si faceva sentire spesso. Speravamo che la notizia non trapelasse. Meno se ne parla meglio è per la soluzione della vicenda"

Rispetto della privacy e silenzio stampa. E' la richiesta della famiglia dell'ingegnere catanese Mario Belluomo sequestrato in Siria, dove lavorava per l'acciaieria Hmisho di Latakia.

Ingegnere elettronico laureatosi a Catania nel 1981, Mario Belluomo compirà 64 anni il prossimo primo gennaio. Una data per la quale la sua famiglia, moglie greca farmacista e due figli, un maschio e una femmina, ventenni, spera di potere festeggiare insieme il Capodanno.

''Noi sapevamo da giorni del rapimento - rivela uno dei suoi fratelli, Gianfranco - anche perchè non avevamo avuto contatti con Mario, che si faceva sentire spesso. Speravamo che la notizia non trapelasse. Meno se ne parla meglio è per la soluzione della vicenda''.

L'ingegnere Mario Belluomo ''era sereno e non ha mai mostrato paura o parlato di pericoli'' sul luogo di lavoro. ''Era andato in Siria da pochi mesi - aggiunge suo fratello - ma era tranquillo, nessuno di noi pensava potesse correre un rischio del genere anche perchè fino all'altro giorno non ha avuto alcun problema''.

In casa Belluomo ci sono quattro fratelli e una sorella in attesa della liberazione dell'ingegnere catanese. Ma c'e' anche l'anziana madre, malata, che è all'oscuro della notizia del rapimento.

''Se venisse a saperlo - dice Gianfranco Belluomo - sarebbe uno shock violento. L'abbiamo 'isolata' dall'informazione, e vorremmo che i giornalisti rispettassero la nostra scelta del silenzio stampa. E' importante per tutti noi''.

Il rispetto della privacy è sollecitato anche da alcuni vicini di casa della famiglia Belluomo, che abita in un'elegante palazzina a due piani immersa nel verde di San Gregorio di Catania. 

''Questo sequestro - spiega il presidente dell'ordine degli ingegneri di Catania Carmelo Grasso - è il prezzo che si paga in una terra, come la Sicilia, ma anche il resto d'Italia, dove non si trova lavoro e per esercitare la professione si e' costretti ad andare all'estero, anche in posti poco sicuri''. ''Grande solidarietà'' a Belluomo e alla sua famiglia è espressa dal sindaco di San Gregorio, Remo Palermo. ''Speriamo che questa vicenda possa risolversi nel migliore dei modi - auspica - con la piena incolumità dell'ingegnere''

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, nuova ordinanza: la Sicilia diventa zona gialla

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Coronavirus, morto un giovane di 29 anni: era il figlio di un cancelliere del Tribunale

  • Coronavirus, bimba di 5 anni ricoverata in rianimazione a Catania

  • Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza

  • I soldi della droga per le famiglie dei detenuti: parlano i "libri mastri" di Schillaci

Torna su
CataniaToday è in caricamento