Partita la raccolta differenziata, tra bidoni che 'spariscono' e spazzatura non raccolta

Da alcuni giorni la raccolta differenziata è entrata a regime in alcune zone di Catania, deputate alla sperimentazione del servizio che a breve coinvolgerà tutte le zone della città. Ma già dai primi giorni fatica ad ingranare. Secondo il presidente della terza municipalità ci sono alcune cose da rivedere

Da alcuni giorni la raccolta differenziata è entrata a regime in alcune zone di Catania. Una "sperimentazione" del servizio che, a breve, coinvolgerà tutte le zone della città con l’obiettivo del 65 per cento di frazioni recuperate. La seconda fase della sperimentazione è già partita ed il progetto ‘Catania Rinasce’ - curato dal Conai e dal comune di Catania - dallo scorso 11 gennaio, è arrivato anche in via Monserrato e via Gabriele D'Annunzio, mantenendo i confini a nord di via Rosso di San Secondo, a est di viale Vittorio Veneto e a Ovest di via Caronda. Entro il 2016 saranno, infatti, rimossi tutti i cassonetti e per la città sarà di certo una piccola rivoluzione.

Nonostante lo sforzo profuso dai ‘facilitatori’, che hanno consegnato a casa i primi kit per la raccolta, con buste di plastica di colore differente per ogni tipo di rifiuto, sono presto nati i primi malcontenti per i residenti. In primis per l’orario serale, dalle 20 alle 22.30 che, nel periodo invernale, scoraggia i più anziani ad uscire di casa. Abbiamo fatto un giro proprio nelle ore previste per il deposito e la raccolta, per constatare "la partenza" di 'Catania rinasce'.

Non mancano alcuni sacchi non raccolti fino al mattino successivo, con conseguente accumulo di sporcizia nei marciapiedi. Questo probabilmente anche perchè alcuni cesti vengono messi in luoghi appartati, dietro ai pali della luce ad esempio, e non sono ben visibili agli operatori ecologici.

Chi può, cerca inoltre di fare il furbo buttando la spazzatura nelle vie ancora non interessate dalla differenziata porta a porta, intasando in questo modo i cassonetti, già rimossi in più zone. A 'confessarlo' apertamente è una signora di mezza età che abita in viale Vittorio Veneto: "La stiamo prendendo comoda per adesso - spiega- perchè lavorando a Canalicchio, sia io che mio marito mettiamo in macchina la spazzatura e vicino al nostro negozio ci sono ancora i cassonetti. Abbiamo ricevuto il kit e per adesso siamo partiti dalla carta e dalla plastica. I rifiuti più maleodoranti per ora li stiamo smaltendo così, avendo diversi animali domestici".

In questo momento i controlli sono senza dubbio più morbidi per incoraggiare i cittadini e senza multe, nonostante l'ordinanza del sindaco sia chiara. Le lamentele non mancano sulla pagina Facebook del progetto 'Catania Rinasce'. "Di nuovo stanotte per la seconda volta il mio bidone dell'organico con busta biodegradabile non é stato vuotato". "Ieri sera gli addetti non hanno vuotato il mio secchio messo accanto al portone. Cosa devo fare? Buttare la spazzatura in mezzo alla strada come fanno tutti? Almeno quella la togliete". "Ieri notte avete tolto i vecchi cassonetti nella mia zona. Io vivo in via Furnari. Oggi nel punto dove c'erano i vecchi cassonetti c'é una montagna di "munnizza". Avete intenzione di prendere provvedimenti o dobbiamo fare nella classica maniera catanese del 'e vabbé tantu chi ci fa' a cui ci avete abituati da secoli?". E alle continue domande e lamentele degli utenti, arrivano le risposte puntuali ed esaustive di chi si occupa della gestione social del progetto sulla pagina.

Secondo Salvo Rapisarda, presidente della Terza municipalità, “il problema principale riguarda i pochi contenitori che sono stati dati ai condomini, in media uno ogni 15 famiglie. Ce ne sono, infatti, di due tipi: grandi e piccoli. I grandi per i palazzi con più di 15 nuclei familiari, rimangono dentro l’androne. Le palazzine più piccole devono invece conferire davanti casa e ogni mattina rientrarli una volta svuotati. Questi contenitori a volte scompaiono e c’è anche un problema di igiene, se si considera che dentro ci si butta spazzatura”.

“Si dovrebbero dare, quindi – conclude Rapisarda - contenitori grandi per tutti, ed in questa prima fase i sacchetti dovrebbero essere distribuiti in maniera più ampia. Altro problema è quello di chi deve depositare pannolini, rifiuti di cani ed altra roba maleodorante: bisognerebbe ritirare più spesso l’umido”.

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