Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Torre di Ognina "Illegittima" per il M5S, il progettista: "Vincoli decaduti"

Il permesso di costruire rilasciato dall'Urbanistica, secondo il consigliere Graziano Bonaccorsi, non sarebbe in linea con le normative regionali, mentre lo studio Base 51 precisa che non esiste alcun vincolo

"A fine dicembre 2020, il Direttore dell’Ufficio Urbanistica e controllo del Territorio ha emesso un provvedimento, autorizzando nel quartiere di Ognina la demolizione di alcuni immobili e la ricostruzione di un unico edificio, alto quasi 39 metri lineari, con volumetria pari alla somma di quelle preesistenti più le premialità previste dalla legge regionale sul piano casa. Il permesso per costruire la nuova torre, in base alle norme vigenti, è illegittimo". Lo denuncia il gruppo consiliare del M5S, che il 24 maggio ha depositato un’interpellanza, primo firmatario Graziano Bonaccorsi, chiedendo all’Amministrazione di intervenire celermente.

“La legge regionale 6/2010, infatti, non consente questo tipo di interventi in aree destinate dal Prg ad attrezzature, nella fattispecie ‘verde pubblico’, o gravate da vincolo di inedificabilità (‘sede stradale’), come dichiarato anche nel permesso di costruire la torre” spiega Bonaccorsi. “Doveroso e necessario - aggiunge - ricordare che il vecchio Prg è ancora vigente e il fatto che i vincoli di ‘verde pubblico’ e ‘sede stradale’ preordinati all’esproprio siano decaduti non rende in alcun modo legittimo l’intervento, poiché nelle aree che si trovano in questa condizione si applica l’art. 9 del DPR 327/2001. E sono esclusi tutti gli interventi di ristrutturazione e quelli di demolizione e ricostruzione con incremento volumetrico previsti dall’articolo 3 della L.R. 6/2010. Vorrei ricordare che certe scelte urbanistiche possono favorire i privati a discapito della collettività che, purtroppo, perderebbe spazi importanti per la realizzazione di giardini pubblici, strade e tutte le opere di interesse pubblico.”

La nota del progettista

Sul punto è intervenuto lo studio di progettazione della torre Zefiro, Base 51 Architettura: La presente nota viene resa in riscontro e a precisazione dell'interpellanza a firma dei Consiglieri Comunali: Graziano Bonaccorsi, Valeria Diana, Giuseppe Fichera e Erminia Lidia Adorno. La parte tecnica dell'interpellanza, redatta, appare chiaro, da tecnici e legali assai esperti della materia, omette di citare, non si comprende se per imperizia, per imprecisa e incompleta conoscenza della materia o per altre immanifestate volontà, oltre al comma 1, anche il comma 4 dell’art. 4 della Legge regionale 16/16 (di recepimento con modifiche dell'art. 9 del DPR 380/01), per come novellato in ragione di una recente sentenza del Tar Catania. In ragione di quanto a tale comma, in caso di vincoli decaduti da oltre 3 anni, sono espressamente consentiti gli interventi di ristrutturazione edilizia, anche con demolizione e ricostruzione e incrementi di volumetria, di cui alla lettera "d" dell'art. 3 del DPR 380/01.

"Si precisa altresì che, diversamente quanto da taluni manifestato sugli organi di stampa e attraverso i social network, sull’area oggetto di intervento non insiste alcun vincolo paesaggistico. È sulla scorta del vigente quadro normativo, in parte sopra richiamato, che questo intervento è stato da noi sviluppato - ha spiegato il progettista - come del resto tutti quelli da noi curati. Pertanto, ogni espressione di presunta illegittimità del procedimento amministrativo in questione, in qualunque modo e forma e con qualunque mezzo manifestata, rappresenta un’affermazione grave e lesiva della rispettabilità, dell’onorabilità e del prestigio professionale degli scriventi professionisti. Possiamo, per completezza, testimoniare che tutte le attività di verifica e controllo dell'Ufficio preposto ad esprimersi sulla legittimità della relativa istanza e al rilascio dei conseguenti provvedimenti sono state, come sempre per altro nella nostra esperienza, scrupolose, meticolose e rigorose. Noi sviluppiamo da tempo, con determinazione, serietà e tenacia, progetti di riqualificazione urbana sostenibili, operando prevalentemente in sostituzione di fabbricati fatiscenti e di nessun valore storico o architettonico, al fine della messa in sicurezza e dell'efficientamento sismico ed energetico del costruito. Ci ha quindi grandemente stupito questo attacco da parte del Movimento, forse motivato da ragioni di politica locale a noi del tutto estranee. Pensavamo che il tema della riqualificazione del costruito e della sua messa in efficienza e sicurezza, concetti per altro immanenti alla nostra filosofia progettuale e filo conduttore di tutti i nostri interventi, fosse invece una delle politiche trainanti del Movimento a livello nazionale (si vedano la promozione del Superbonus 110% e le politiche per la sostenibilità, il riuso e l’efficientamento) e ci saremmo attesi quindi, specialmente dallo stesso Movimento, un riscontro di tenore assai diverso e maggiormente coerente con le posizioni altrimenti espresse. Tutto quanto sopra con riserva di rivalsa nelle opportune sedi".

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