Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Dall'intimidazione al coraggio di denunciare, Condorelli: "La Sicilia è sana"

Un messaggio con errori di ortografia e sgrammaticato, ma dal significato chiaro: "Mettiti a posto ho ti faccimo saltare in aria cercati un amico". E' l'intimidazione fatta trovare, nel marzo del 2019, da clan legati alla 'famiglia' Santapaola-Ercolano davanti la sede di Belpasso del re dei 'torroncini', Giuseppe Condorelli

Un messaggio con errori di ortografia e sgrammaticato, ma dal significato chiaro: "Mettiti a posto ho ti faccimo saltare in aria cercati un amico". E' l'intimidazione fatta trovare, nel marzo del 2019, da clan legati alla 'famiglia' Santapaola-Ercolano davanti la sede di Belpasso del re dei 'torroncini', Giuseppe Condorelli. Dopo essere stato avvisato della minaccia, l'imprenditore ha denunciato il tentativo di estorsione ai carabinieri.

L'episodio è emerso nell'ambito dell'inchiesta 'Sotto scacco' della Dda di Catania sfociato ieri nel blitz dei carabinieri del comando provinciale etneo con 40 arresti. Tra gli indagati anche Daniele Licciardello, indicato come esponente di vertice del gruppo di Belpasso, accusato del tentativo di estorsione. I carabinieri lo intercettano il mese successivo mentre al telefono parla dell'imprenditore: "Gli dobbiamo fare un po' di danno a Condorelli - afferma - a Condorelli anche mbare (compare, ndr)". E al suo interlocutore che gli chiede "ma perchè Condorelli non vuole pagare?", lui replica "niente, gli ho messo le bottiglie, cose, niente...". L'interlocutore pone un altro quesito: "non vuole pagare piu'?". La risposta di Licciardello è netta: "non è che non vuole pagare, non ha mai pagato...".

L'intercettazione è contenuta nell'ordinanza di custodia cautelare di 2.586 pagine emessa dal Gip Maria Ivana Cardillo su richiesta della Dda della Procura di Catania ed eseguita dai carabinieri del comando provinciale del capoluogo etneo.

Tante le parole di stima per il coraggio del cavalier Condorelli di aver denunciato. Anche il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, all'Ansa ha dichiarato: "Giuseppe Condorelli è una persona coerente con quello che ha fatto, è un esempio che nche aiuta", che "va nella direzione da noi auspicata da tempo" e "spero che tanti facciano come lui".

"Sono contento perchè viene fuori l'immagine di una Sicilia sana, onesta che lavora e da' lavoro. Oggi mi sento meno solo perchè ho fiducia nelle istituzioni: i carabinieri del nucleo investigativo dei carabinieri del comando provinciale di Catania mi sono stati molti vicini". Lo afferma l'imprenditore Giuseppe Condorelli all'Ansa invitando "gli imprenditori a non avere paura e a non esitare a denunciare ogni atto criminoso se vogliano debellare questa brutta piaga che affligge l'economia e la societa'". "L'imprenditoria siciliana - aggiunge il Cavaliere Condorelli - è fatta da imprenditori onesti che lavorano in modo duro con dedizione e passione tutti i giorni e non vedo perche' debbano denunciare. Dobbiamo dare una svolta e guardare al futuro con ottimismo".

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