Ipab di Catania, odissea per 300 lavoratori: senza stipendio da 40 mesi

Nonostante questo continuano a prestare regolare servizio di assistenza alle persone ricoverate. "Prenderanno parte alla protesta regionale del 6 aprile a Palermo" fanno sapere i sindacati

Ci saranno anche le Ipab catanesi alla manifestazione di protesta regionale del 6 aprile a Palermo. Per quella data è stato fissato uno sciopero unitario. Anche i circa 300 lavoratori catanesi impiegati nei  venti istituti sparsi tra Catania e provincia, non percepiscono stipendi da 30-40 mesi pur continuando a prestare regolare servizio di assistenza alle persone ricoverate.

"La volontà di smantellare ci appare fin troppo chiara. Andremo a manifestare con forza contro l'atteggiamento ultraliberista della politica regionale - commentano il segretario generale della Fp Cgil di Catania, Gaetano Agliozzo, e la coordinatrice territoriale Marialuisa Grasso-  Ma c'è di più.  Sono troppe le difficoltà derivanti anche dal rigoroso divieto di assunzione che mette a rischio la qualità dei servizi da erogare all’utenza; l’organizzazione interna dei processi di lavoro e lo stato di salute dei lavoratori viene messo notevolmente a rischio. I dipendenti Ipab  non possono fruire delle proprie ferie e dei propri riposi stabiliti dalla normativa  e sono costretti a sostenere carichi di lavoro eccessivi. Il divieto si pone in netto contrasto con il rispetto degli standard organizzativi cui le Ipab dovrebbero attenersi, ormai inadeguati rispetto alle reali esigenze degli utenti ospiti delle strutture pubbliche di assistenza".

Secondo Fp Cgil di Catania "sembra che la Regione voglia rottamare definitivamente il lavoro e le professionalità esistenti nelle Ipab, e cancellare per sempre  i servizi rivolti ai ceti e ai soggetti socialmente più esposti ed economicamente più vulnerabili. Intanto vengono meno i fondi regionali , e anno dopo anno aumentano le situazioni debitorie".

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