L'isola ecologica costata 700 mila euro e abbandonata da 12 anni

Si trova nei pressi del viale Rapisardi, in via Ameglio, e non è mai entrata in funzione. E' stata completamente distrutta e vandalizzata. Un paradosso nella città con la più alta Tari d'Italia

Nella città con la Tari più alta d'Italia, con la crescita maggiore della tariffa nel corso dell'ultimo anno, e con una delle percentuali di raccolta differenziata più basse tra i comuni capoluogo, è un paradosso che un'isola ecologica, costata 700mila euro, sia in totale abbandono da 12 anni.

Video | Viaggio nello spreco

L'isola ecologica doveva comporre con altre due - fortunatamente attive, a Picanello e a San Giovanni Galermo - un trittico in grado di invogliare i catanesi a fare la differenziata con un sistema di premialità. Ma la struttura di via Generale Ameglio non ha mai aperto i battenti e si annovera come una delle tante incompiute catanesi.

Sono passate diverse amministrazioni e tutte, a parole, hanno preso impegni per cercare di aprire l'isola ecologica. Isola che, tra l'altro, poco dopo la sua costruzione fu anche osteggiata da qualcuno che credeva che si trattasse di una vera e propria discarica, tanto da creare un comitato contro la sua apertura.

Purtroppo discarica, abusiva, lo è diventata. L'incuria, la mancata illuminazione e l'abbandono non hanno fatto altro che alimentare la teoria "delle finestre rotte". Così il degrado ha richiamato altro degrado: la parte degli uffici è stata smontata, tutti i cavi in rame rubati, i cassonetti interrati distrutti, il cancello e la recinzione divelti.

E del gioiellino terminato 12 anni fa non è rimasto nulla. Soltanto rifiuti, erbacce e un immobile grigio e pieno di graffiti con vecchi materassi a terra. La zona, specie negli ultimi anni, è diventata richiamo per spaccio, prostituzione e per i tanti che vanno a lasciare abusivamente rifiuti e inerti. Proprio mentre Catania Today si trovava sul posto un'auto aveva appena parcheggiato, con il cofano stracolmo di sacchi, ma vedendoci ha fatto dietrofront e non ha abbandonato lì i rifiuti come purtroppo avviene da prassi.

"Voglio che questa isola diventi funzionante: è la mia battaglia. Dopodiché potrò dare senso al mio mandato", ci dice Santo Musumeci, coriaceo consigliere della quinta circoscrizione del Movimento Cinque Stelle. Per l'esponente pentastellato il recupero del bene è una battaglia di principio e negli anni ha richiamato l'attenzione dell'amministrazione con diverse azioni, fuori e dentro il Palazzo.

Con una petizione popolare e oltre mille firme è riuscito a far bonificare l'area e a metterla in sicurezza. Adesso terrà un sit in il prossimo sabato, con i rappresentati regionali e nazionali del Movimento Cinque Stelle, per chiedere che finalmente si metta in funzione la struttura.

"Siamo riusciti a far bonificare l'area che era stracolma di rifiuti - spiega Musumeci - e ringrazio l'assessore Cantarella che ha rispettato gli impegni presi. Però non basta, ora occorre attivare l'isola per il recupero dei rifiuti differenziati portati dai cittadini attivando una premialità. I cittadini infatti, ricevendo uno scontrino, possono ottenere 7 centesimi al chilogrammo da scorporare sulla tassa della Tari dell'anno successivo".

"Catania è un caso nazionale - conclude - perché abbiamo la Tari più alta in Italia e al contempo un'isola del genere che aiuterebbe a incrementare la differenziata, a far risparmiare i cittadini e quindi il Comune e a tutelare l'ambiente. Per questa ragione la sua apertura è una battaglia di tutti, anche perché la zona è densamente popolata e l'area potrebbe essere recuperata e restituita alla sua funzionalità originaria e sottratta al degrado: già la recinzione messa qualche mese fa è stata tranciata. E temo che si possa ritornare indietro invece di andare avanti".

L'assessore all'Ecologia del Comune etneo conosce bene la vicenda che ha ereditato. Ma con l'ente in dissesto è impossibile recuperare "in house" fondi per aprire l'isola come spiega lo stesso Cantarella: "Stiamo aspettando un finanziamento: stiamo attendendo risposta da un bando della Regione a cui abbiamo partecipato dove vi sono risorse del Ministero. I danni alla struttura sono ingenti, oltre 50mila euro. Hanno rubato tutto".

"Abbiamo chiesto un altro finanziamento - ha concluso Cantarella - per realizzare nuove isole ecologiche, in modo da averne una per ogni municipalità. Su via Ameglio, inaugurata dal centrosinistra, c'è stato tanto menefreghismo: abbiamo trovato un disastro e abbiamo effettuato una bonifica di tutta l'area mettendola in sicurezza. Ma siamo fiduciosi e attendiamo la risposta per i fondi che abbiamo richiesto".

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