Istituto Pestalozzi e Polo tattile insieme in nome dell’integrazione

Il Polo tattile itinerante della Stamperia Regionale Braille di Catania ha fatto tappa all’istituto omnicomprensivo “Pestalozzi” per una due-giorni all’insegna della sensibilizzazione

Il Polo tattile itinerante della Stamperia Regionale Braille di Catania ha fatto tappa all’istituto omnicomprensivo “Pestalozzi” per una due-giorni all’insegna della sensibilizzazione. Già perché l’integrazione passa, innanzitutto, dai banchi di scuola. Circa 800 gli studenti, infatti, coinvolti in quest’esperienza multisensoriale volta a far riflettere a 360 gradi i ragazzi dei diversi ordinamenti scolastici. “Inizialmente – racconta Jennifer Torrente, alunna dell’istituto professionale alberghiero di viale Nitta – muniti di benda abbiamo avuto la possibilità di scoprire, con l’ausilio esclusivamente del tatto, alcuni modellini rappresentanti importanti monumenti artistici e naturalistici. Tra quelli presenti io, nonostante potessi solo immaginare, ho riconosciuto subito il castello Ursino grazie al suo fossato. Devo dire che è stata un’esperienza molto bella e particolare”.

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Tra i plastici allestiti nel cortile di viale Nitta non poteva certo mancare l’Etna in tutto il suo splendore. “Dopo – spiega un’altra studentessa, Federica Munzone – siamo saliti sull’autobus itinerante per visitare, al suo interno, lo showroom pieno di ausili per non vedenti e ipovedenti. Mi hanno fatto tanta tenerezza soprattutto i giochi per i bambini e le fiabe tattili”. Tra gli articoli tecnici, pure, calcolatrici parlanti, scacchiere, orologi, termometri, misuratori di pressione e metri tutti rigorosamente in Braille.

“Gli studenti – ha spiegato Fabio Tiolo, dipendente del Polo Tattile – hanno concluso l’esperienza nel Bar al buio, appositamente allestito nella nostra struttura a due ruote, in cui banconisti non vedenti si sono trasformati in guide dei ragazzi inizialmente disorientati proprio per il percorso basato su tatto, udito e gusto”.

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“Per me – racconta la 41enne catanese da 17 anni ipovedente, addetta al bar - è stato difficile ritrovarsi, a causa di un incidente, in questa condizione. Devi fare i conti, quotidianamente, con una realtà che sin dalla nascita non ti appartiene e inizi a concentrarti sul timbro della voce, sui suoni, imparando a guardare non più con gli occhi ma con il cuore. Ho trovato la forza di reagire in me stessa, nella mia famiglia e soprattutto in mia figlia perché grazie ai suoi occhi riesco a guardare la realtà che mi circonda”.

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Entusiasta dell’iniziativa anche Emanuele Rapisarda, dirigente dell’istituto Pestalozzi. “Ho sposato sin da subito il progetto – spiega il dirigente – per diversi motivi. In primis per sensibilizzare, attraverso le opportunità che ci offre il Polo tattile regionale, i cosiddetti “normodotati” alla cultura dell’integrazione affinchè, con l’esperienza diretta, tutti possano comprendere che anche la più grave delle minorazioni può essere affrontata se, con intelligenza, si è in grado di sostituire le percezioni ottiche con quelle olfattive, sonore e tattili. Tale percorso diventa, così, un’interessante occasione di maturazione delle nuove generazioni per capire come il confine tra ‘diversità’ e ‘normalità’ spesso sia più labile di quanto si possa immaginare”.

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