Licenziamenti al Katane Handling, i lavoratori si difendono: la risposta

I 21 operari licenziati dall'azienda che opera in ambito aeroportuale, espongono le proprie ragioni, motivandole con un breve comunicato diffuso anche sui social network. "Attribuire a noi lavoratori i disagi del 2 dicembre è ingeneroso"

Sono 21 i licenziamenti disposti dalla Katàne Handling, società che effettua i servizi di assistenza agli aeromobili e ai passeggeri nell'aeroporto Fontanarossa. L'azienda ha motivato la scelta puntando il dito contro i presunti e gravi motivi disciplinari tenuti dai lavoratori in questione. Adesso, dopo l'appello dei sindacati, gli operai si difendono a spada tratta, diffondendo anche le proprie motivazioni sui social network.

LICENZIAMENTO: I MOTIVI. Secondo la compagnia "I lavoratori oggetto del licenziamento la sera del 2 dicembre ultimo scorso si sono rifiutati di effettuare lo straordinario richiesto dalla Katàne di fronte alla evidente esigenza di quest’ultima conseguente a un evento, certamente non preventivabile, che aveva comportato un ritardo significativo di diversi aeromobili in arrivo.

Nello specifico, a seguito di una improvvisa eruzione lavica che aveva generato emissione di cenere vulcanica, diversi aeromobili erano stati dirottati su Palermo e successivamente, con tre ore circa di ritardo rispetto all’orario preventivato, essendo terminata l’eruzione, erano stati fatti rientrare a Catania. Diverse centinaia di passeggeri pertanto, già provati dal dirottamento e dall’allungamento del tempo di volo, dovettero subire, appunto a seguito del rifiuto allo straordinario, ulteriore attese per lo sbarco dall’aeromobile, e ancor di più per la riconsegna bagagli, con tempi di attesa di quasi due ore!"

LAVORATORI SI DIFENDONO: LA RISPOSTA. Immediata la risposta dei protagonisti della vicenda, coloro i quali hanno subito il licenziamento dopo i fatti accaduti. Si difendono così, dopo aver diffuso le proprie ragioni anche sui social network: "In occasione della chiusura dello spazio aereo, a causa della cenere vulcanica del 2 Dicembre 2013, noi crediamo che sia doveroso far conoscere aI lettori della stampa e dei Social Network almeno uno dei fatti realmente accaduti. Attribuire ai 21 operai i disagi di quella sera, che hanno portato al conseguente licenziamento, sottolineando che abbiamo recato un danno anche all’immagine dell’azienda oltre che quelli subiti dai passeggeri a nostro parere è quantomeno ingeneroso considerato che noi 21 con grande senso di appartenenza e di professionalità oltre che abnegazione abbiamo da sempre contribuito alla sviluppo dell’azienda ed alla salvaguardia della stessa e del nostro e di tutti posti di lavoro attraverso ore e ore di straordinario (verificabili dalle buste paga). 

"Se fossimo davvero i responsabili del grave disagio, saremmo pronti a chiedere con grande dignità e umiltà,( la stessa che appartiene alle nostre famiglie che stanno subendo grandi disagi e sofferenze sia da un punto di vista economico che morale) non esiteremmo a chiedere scusa all’opinione pubblica. La stessa che tante altre volte anche per deficienze aziendali, abbiamo cercato di salvaguardare insieme a chi ancor oggi opera sullo scalo catanese, garantendo i servizi essenziali, pur lavorando quasi sempre in emergenza a causa dei molteplici problemi interni, dovuti anche al difficile momento che stà attraversando il trasporto aereo a causa della grave crisi che imperversa( contrariamente a come ci hanno descritto).

"Siamo sicuri che se quel 2 dicembre, quella sera, ci fosse stato un vero Capo Area e non un improvvisato tale, noi 21 saremmo stati informati per tempo della problematica in corso,e avremmo per l’ennesima volta fatto quello che ci riesce meglio fare e che abbiamo sempre fatto, cioè: lavorare"

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