Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

L’accoglienza è vita: storie quotidiane dal cara di Mineo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Il C.A.R.A. di Mineo ospita da poco tempo F.K., una ragazza eritrea sbarcata a Lampedusa in Agosto ed incinta di quattro mesi. Negli occhi la paura di esser sola con il proprio bambino, il terrore di chi ha da poco scampato la morte e lo smarrimento di trovarsi in una terra straniera senza capirne la lingua e la cultura. La giovane madre deve affrontare però un ulteriore problema: è affetta da una grave anemia che mette a rischio la sua vita e quella del bambino, per cui necessita di una trasfusione urgente. Tuttavia è difficile per la ragazza capire cosa le stia accadendo e per ben due volte rifiuta le cure lasciando l'ospedale dove poco prima era stata accompagnata dagli operatori della CRI. La situazione si fa rapidamente critica e i medici fanno presente che, in assenza di una trasfusione, sono a rischio sia la vita della mamma che quella del nascituro, ma non si può costringere F.K. a sottoporsi a cure che lei ritiene contrarie alla sua cultura e alle sue tradizioni.

L'attenzione alla salute degli ospiti da parte del personale, dei mediatori e della direzione del CARA si rivela provvidenziale. Infatti il direttore Sebastiano Maccarrone, pazientemente e con una grande opera di persuasione, convince finalmente la ragazza a sottoporsi alle cure del caso e il 12 settembre, insieme alla vicedirettrice, un mediatore e un assistente sociale la accompagna all'ospedale Gravina di Caltagirone dove la giovane riceve tutta l'assistenza necessaria.

Alla soddisfazione di aver dato un contributo fondamentale per la salvaguardia della salute è seguita la gioia di aver visto la nascita di una nuova vita, in quanto contemporaneamente un'altra ospite del C.A.R.A. stava partorendo all'interno della stessa struttura ospedaliera. Anche a quest'ultima è stata fornita l'assistenza di un mediatore linguistico, nonché tutto il necessario per accudire la madre e il neonato da parte dei parenti.

Storie a lieto fine. Storie, per fortuna, di ordinaria amministrazione all'interno del più grande centro d'accoglienza d'Europa.

 

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