Cronaca

L'ingegnere Calì rapito ad Haiti, arriva la richiesta di riscatto: 500 mila dollari

Una richiesta che, secondo fonti che seguono da vicino la vicenda, è molto più alta della media dei riscatti in un Paese tra i più poveri al mondo dove negli ultimi anni la piaga dei sequestri a scopo estorsivo è aumentata in maniera spaventosa

Sarebbe di mezzo milione di dollari il riscatto chiesto dai rapitori di Vanni Calì, l'ingegnere catanese vittima di un sequestro ad Haiti nel cantiere dove stava lavorando. Una richiesta che, secondo fonti che seguono da vicino la vicenda, è molto più alta della media dei riscatti in un Paese tra i più poveri al mondo dove negli ultimi anni la piaga dei sequestri a scopo estorsivo è aumentata in maniera spaventosa. Solo l'anno scorso ce ne sono stati ben 243.

L'ingegnere è un volto noto a Catania: ha ricoperto ruoli politici - come quello di assessore provinciale - e dirigenziali di alto livello. Si trovava ad Haiti per conto della ditta di costruzioni Bonifica Spa, con sede a Roma, e si stava occupando della costruzione di una strada. La banda che lo ha rapito dovrebbe essere quella dei '400 Mawozo' e si sta cercando di mediare.

Ala famiglia di Calì, in contatto con la Farnesina e con la sua Unità di crisi, è arrivata la vicinanza del sindaco di Catania Salvo Pogliese e del presidente della Regione Nello Musumeci. "Spero in una soluzione rapida e serena per tutti, soprattutto per lui, per la sua famiglia e per i suoi amici", ha detto il governatore della Sicilia che con l'ingegnere ha lavorato per diversi anni dal 1995 quando era Presidente della giunta della Provincia di Catania. "E' stato in quegli anni - ricorda Musumeci - un grande assessore e un ottimo dirigente".

Calì è stato anche sub-commissario per l'emergenza cenere lavica durante la violenta eruzione dell'Etna del 2002. Anche l'eurodeputato Dino Giarrusso ha espresso vicinanza alla famiglia e ha subito contattato lo staff del Ministro Di Maio per chiedere aggiornamenti. “Conosco Calì da quando sono bambino -continua Giarrusso - e sapere del suo rapimento ha lasciato sgomento me come tutti i cittadini catanesi che lo conoscono: parliamo di un ottimo professionista, impegnato nel suo lavoro ma anche in politica, sportivo appassionato e innamorato della vita, sempre pronto a dare una mano e noto per la sua competenza, che lo ha portato a lavorare in ogni angolo del mondo".

"Mi sono subito messo in contatto col figlio Andrea, rassicurandolo sul lavoro che l’intelligence italiana ha immediatamente avviato. Adesso servirà attendere con fiducia, unendoci senza distinzioni, poiché quando un figlio di Catania è in difficoltà non esistono più divisioni e distinguo, ma ci si unisce senza alcuna esitazione. Attendiamo fiduciosi la liberazione di Vanni Calì e il suo ritorno a casa”, conclude Giarrusso.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'ingegnere Calì rapito ad Haiti, arriva la richiesta di riscatto: 500 mila dollari

CataniaToday è in caricamento