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La Cannabis terapeutica è finita, Natale in sofferenza per i pazienti

L'associazione BisTer ha iniziato delle azioni di protesta da Catania, dove, durante alcuni incontri, ha ceduto piccole dosi di Cannabis ad alcuni pazienti in cura con questo tipo di farmaci

La quantità di Cannabis terapeutica prodotta dallo Stato e importata legalmente è finita. Per questo motivo Giuseppe Brancatelli, l'ingegnere catanese che cura la madre con olio di Cannabis, e gli altri membri dell'associazione BisTer hanno sperimentato un'azione di protesta pubblica. Da settimane infatti realizzano delle "cessione di gruppo" definite dallo stesso Brancatelli, in modo provocatorio, "un'associazione a delinquere", in cui circa 12 persone cedono piccole dosi di cannabis a chi ne ha bisogno da un punto di vista medico. 

Già sabato 16, a Catania, presso Meetup 101, durante un incontro promosso dal Movimento 5 Stelle sulla Canapa, la Senatrice Ornella Bertorotta, Brancatelli, alcuni medici e una decina di semplici cittadini, hanno consegnato alla signora Santa Sarta - , affetta da artrite psoriasica e anoressia nervosa - 7 grammi di infiorescenze di Cannabis, reperita in “Piazza”, commettendo il reato di cessione di sostanza stupefacente. Santa ha utilizzato i 7 grammi (uno al giorno) per garantire la continuità terapeutica che, secondo l'associazione "lo stato nega a migliaia di pazienti in tutt’Italia".

L'ultima manifestazione di questo tipo, che i membri di BisTer hanno chiamato "Disobbendienza civile", si è tenuta lo scorso 22 dicembre nei locali dell'associazione Città Insieme. Sono intervenuti all'evento, registrato dalle telecamere di Radio Radicale, la signora Santa Sarta (paziente in cura con Cannabis), Padre Salvatore Resca (Città Insieme), Giuseppe Brancatelli (presidente BisTer) e Pierfrancesco Buttafuoco (penalista). Durante l'incontro è intervenuto anche l'assessore catanese Saro D'Agata. 

La lettera dei pazienti a Babbo Natale

La signora Santa, di Sant'Alessio Siculo, in cura da tempo con Cannabis Terapeutica, non riesce più a trovare il farmaco, esaurito da settimane in tutte le farmacie d'Italia. Per questo motivo, durante l'incontro, ha deciso di leggere una lettera che i pazienti in cura con la Cannabis hanno scritto a Babbo Natale: "In una Stato che si ritiene civile si possono lasciare centinaia di persone di tutte le età, da bambini ad anziani, senza una continuità terapeutica? e proprio in un periodo dove le famiglie dovrebbero pas-sare momenti di felicità? Questo silenzio fa un rumore assordante nelle orecchie di noi ma-lati, le urla delle nostre sofferenze che non interessano a nessuno, per-chè intanto che molti di voi banchetteranno il giorno di Natale, molti di noi staranno così male che a quel pranzo nemmeno parteciperanno!"

"Ogni giorno, come un tragico conto alla rovescia, qualcuno rima-ne senza terapia e un nuovo malato si aggiunge al coro di chi senza cannabis medica non sa più che fare. Avete detto voi...prescrizione per chi è "farmaco-resistente", e quindi non può usare null'altro e ora a queste persone cosa dite? Aspettate? Quando? Cosa? Non abbiamo risposte, abbiamo solo dolore! Non chiediamo aiuto da una settimana ma da mesi ormai stavamo avvisando di questa situazione! 
Molti di noi hanno cominciato a stare troppo male e a rivolgersi a strade illegali esponendosi a rischi inutili e pericolosissimi per i mala-ti! Lo trovate giusto, vi chiediamo nuovamente?"

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