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La Cisl Scuola Catania accende i riflettori sui nodi irrisolti

Pagliarisi: “Dispersione scolastica catanese al 30 per cento degli alunni dell'obbligo”. Riqualificare la Formazione professionale

Emergenza dispersione degli alunni della scuola dell'obbligo - del 30 per cento - ed edifici scolastici non a norma. Nodi atavici spinosi, che attanagliano il pianeta-scuola catanese, continuano ad essere rappresentati dalla mancata frequenza delle lezioni degli adolescenti in alcune realtà periferiche cittadine, degradate e a rischio devianza minorile, e dal pericolo rappresentato dagli edifici non a norma sulla sicurezza, nella misura di 6 strutture su 10.

Come sostiene da tempo il segretario generale della sigla Cisl Scuola Catania, Ferdinando Pagliarisi, in una realtà cittadina come la nostra, gli alunni della fascia dell'obbligo hanno necessità di un maggior tempo-scuola di qualità, se infatti i nostri adolescenti minorenni che frequentano le Medie, dei quartieri periferici, stessero più tempo a scuola per lavori di gruppo, laboratori, attività sportive, progetti con i loro insegnanti e con tutte le strategie didattico-educative che la scuola è in grado di mettere in campo, si potrebbe ridurre il dato molto grave della dispersione scolastica, che a Catania si attesta al 30 per cento, soprattutto localizzata nei nostri quartieri detti “a rischio”.

Il segretario Pagliarisi, ha una posizione netta ed è “lapidario” sulle ricette in aiuto degli alunni delle periferie catanesi di frontiera, che accusano un dato di “mortalità” scolastica allarmante. Cosa fare per “rimpolpare” i banchi di scuola media?

“La dispersione scolastica - illustra Ferdinando Pagliarisi -, come già detto, è al momento del 30 per cento del totale. L'unico modo per cercare di arginare questo fenomeno, è l'aumento del tempo-scuola, facendo apparire e riconoscere alla popolazione locale, la Scuola come centro aggregante; quindi lasciare aperto al territorio le scuole, le loro biblioteche, palestre, e qualunque altra attività alternativa”.
Altro nodo è rappresentato dall'edilizia scolastica, dove una recente ricerca Censis sull'edilizia scolastica, fa emergere una seria mancanza di autorizzazioni per definire sicure le scuole catanesi, nella misura di circa 6 strutture su 10...

“In linea generale, le nostre strutture scolastiche non sono a norma - continua il segretario provinciale etneo Cisl Scuola -, parecchi sono gli edifici fuori norma, soprattutto anche per mancanza di progettazione e di mappatura del territorio. Come Cisl Scuola, ci impegniamo a fare una mappatura del nostro territorio per vedere quali sono le scuole che hanno necessità di intervento e soprattutto per cercare di accedere ai fondi, che spesso vengono lasciati lì, per mancanza appunto di progettazione. Il rapporto Svimez 2018, ha fatto una fotografia della realtà del Sud veramente drammatica: i nostri alunni, lamentano circa 2 anni di ritardo nelle conoscenze e competenze rispetto agli alunni del Nord; in particolare, ad esempio, il ragazzino di Terza media, equivale come saperi, ad un ragazzino di Prima media del Nord, questo perché appunto al Meridione troviamo un impoverimento culturale dovuto anche alla mancanza di strutture, e soprattutto alla mancanza del “tempo pieno”.

“Quale la soluzione - continua il segretario Cisl di categoria -? Aumentare il tempo-scuola, e un “no” assoluto alla “regionalizzazione”: la nostra sigla sindacale ha da tempo studiato il fenomeno, organizzando parecchi convegni riguardanti l'impoverimento culturale dovuto alla disoccupazione ed alla mancanza generalizzata di lavoro che c'è al Sud. Questo naturalmente incide tantissimo sulla scolarizzazione degli alunni e spesso, la dispersione, è dovuta a motivi sociali e di bisogno: i ragazzini devono infatti andare a lavorare per fare in modo che la famiglia abbia maggiori risorse economiche; infine a volte, per non dire sempre, c'è una mancanza di indirizzo e di orientamento, cioè gli alunni dopo le Medie, vanno a scegliere una scuola Superiore senza pensare bene a cosa andranno incontro, perché nessuno ha spiegato bene loro quali sono gli indirizzi scolastici precisi. Ad esempio, una cosa importantissima, sarebbe la riqualificazione della Formazione professionale, perché rappresenta una scuola più improntata alla “praticità”, potendo offrire immediatamente un mestiere”.

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