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La città si mobilita: "No alla violenza, rispetto per la dignità della donna"

Società civile, amministratori e cittadini si sono riuniti in piazza Europa, nei luoghi teatro della violenza subita dalla ragazza americana

La città si è riunita in piazza per reagire al “pugno nello stomaco” ricevuto. L'episodio di violenza perpetrato ai danni di una ragazza americana ha scosso profondamente l'opinione pubblica catanese e non. Società civile, associazionismo, amministratori e cittadini hanno risposto con grande partecipazione alla manifestazione “Io non ci sto. Neanche con un fiore”, che si è tenuta ieri a piazza Europa, proprio nei luoghi teatro delle violenze e degli abusi.

“Catania si è mobilitata per dire un no chiarissimo alla brutalità, alla violenza. Ma anche per dire un sì netto a favore della dignità della donna. Dopo lo sgomento iniziale, deve arrivare il momento della solidarietà – senza se e senza ma – verso una vittima che potrebbe essere benissimo nostra sorella, nostra figlia o semplicemente un’amica”. All'appello del comitato promotore, formato dalla Comunità di Sant'Egidio Sicilia, dalla Moschea della Misericordia di Catania, e dalla redazione di Paesi Etnei Oggi, hanno risposto tante associazioni, tante amministrazioni dell'hinterland e diversi esponenti politici di diversa estrazione.

“Una nostra sorella statunitense ha subito una violenza vergognosa, bestiale, che nulla ha a che vedere con l’umanità – ha commentato in apertura della manifestazione il direttore di Paesi Etnei Oggi Fernando Massimo Adonia - è stata colpita da tre personaggi che non sono uomini. Il dibattito sulle nuove pene per questi crimini non riguarda la città, ma la politica che ne discuterà nelle sedi competenti. Noi siamo qui per solidarizzare con la nostra sorella, convinti che la donna non si tocchi neanche con un fiore e che serva riproporre un tema educativo. Il senso di questa riunione è quello di dialogare in amicizia, fuori da qualunque schema, da qualunque ragione politica e di parte”.

Sono arrivate inoltre le riflessioni di Sona Abbotto, presidente del Consiglio comunale di Acireale , la prof Anna Di Salvo, dell'associazione Ragna Tela e di Loredana Mazza presidnete del centro Galatea. Erano presenti anche Vera Squatrito e Giovanna Zizzo, rispettivamente madri di Giordana Di Stefano e Laura Russo, vittime di femminicidio. Hanno preso la parola anche l'assessore alle pari opportunità del Comune di Catania Barbara Mirabella e l'Imam della Moschea della Misericordia Keith Abdelafid prima delle conclusioni affidate a Emiliano Abramo, presidente della Comunità di sant'Egidio.

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