La ex s.a.f.a.b s.p.a dichiarata parte lesa

Dopo anni di battaglie finalmente la giustizia italiana riconosce l'estraneità della ex S.A.F.A.B. S.p.A alle accuse che l'hanno travolta a partire dal 2009.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

 

Dopo anni di battaglie finalmente la giustizia italiana riconosce l'estraneità della ex S.A.F.A.B. S.p.A alle accuse che l'hanno travolta a partire dal 2009.

Cosa è successo in questi anni ? Nel 2009 un subappaltatore della ex S.A.F.A.B Spa, Sandro Missuto, viene raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare perché ritenuto affiliato a cosche mafiose. A seguito di ciò, la società viene colpita da interdittiva antimafia perdendo di fatto i contratti già in essere, e i suoi proprietari, Luigi e Ferdinando Masciotta, vengono travolti da una voragine giudiziaria che li vede dapprima in carcere e poi costretti a cedere il ramo catad'azienda che si occupa di appalti pubblici , con conseguente ricorso a cassa integrazione, mobilità e licenziamento della quasi totalità dei 500 dipendenti.

Nel dicembre del 2010 la nuova SAFAB, nonostante la sentenza favorevole del Consiglio di Stato, viene nuovamente colpita da una nuova interdittiva antimafia, rimossa dalla stessa Prefettura di Roma solo a luglio 2011. Troppo tardi per dare la possibilità alla società, che fatturava circa 100 milioni di euro l'anno di riprendere l'attività.

La perdita dei contratti fa si che nei primi mesi del 2012 la società venga ammessa alla procedura di concordato, non per cattiva gestione degli Amministratori , ma per una ingiustificata volontà persecutoria nei confronti di una società di costruzioni presente nel mercato da oltre 50 anni e la cui unica colpa è stata quella di operare in una regione come la Sicilia.

Nel marzo del 2012, la ex S.A.F.A.B. dei fratelli Masciotta viene finalmente dichiarata "parte lesa" con il decreto di rinvio a giudizio del subappaltatore Sandro Missuto .

Questa tardiva decisione che restituisce intatta alla società la sua dignità, purtroppo non modifica le cose, tanto è vero che la stessa, ormai marchiata dalle infamie, diventa per i giornalisti, un facile capro espiatorio di ogni vicenda che riguarda il binomio appalti pubblici -mafia.

Ora che la Magistratura ha definitivamente individuato il ruolo di "vittima" della ex S.A.F.A.B., è doveroso che venga rimosso ogni infamante pregiudizio che la Società, e per essa i fratelli Masciotta, sopportano ingiustamente da anni.

Torna su
CataniaToday è in caricamento