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La replica di Cafè Curtigghiu alle sanzioni della Questura

Riceviamo e pubblichiamo la repilica della titolare del cafè "Curtigghiu" in merito alle sanzioni messe in atto dalla Questura di Catania per irregolarità igienico-sanitarie

Riceviamo e pubblichiamo la repilica della titolare del cafè "Curtigghiu", Emanuela Panke, in merito alle sanzioni messe in atto dalla Questura di Catania per irregolarità igienico-sanitarie.

"Dopo un anno di trepidante attesa e di ansie paragonabili forse al pre-esame di maturità è arrivato il fantomatico blitz anche da noi. Inutile riscrivere come funzioni e quanto vessatorio sia perché oramai lo sapete tutti a memoria, potremmo fare copia e incolla dalle repliche settimanali dei nostri colleghi già blittzati. La sera dopo ci hanno subito tutti raccomandato prima ancora di chiamare l'avvocato di scrivere una replica a quanto sarebbe uscito sui giornali. Non intendevamo farlo ma poi oggi vedendo cosa è apparso ci siamo sentiti in dovere di scrivere qualcosa per chiarezza intellettuale.

Prima cosa il locale è regolarmente aperto e non ha mai chiuso regolarmente autorizzato dalla Asp a lavorare perché risultato idoneo, quindi già uno di quelli che chiameremo capi d'accusa è inesatto. Evidentemente nessuno di noi é perfetto e su qualcosa avremo peccato di leggerezza, per esempio non obbligare i dipendenti a chiudere gli armadietti e non rovinare quanto di pertinenza del loro bagno oppure evitare di congelare quel maledetto petto di pollo che era in abbondanza o il pane della mollica che non volevano buttare.

Ma da lì a essere definiti criminali ci pare esagerato, 53 kili di carne neppure ci entrano nel pozzetto e tra quello che poteva essere sequestrato (due petti di pollo e due kili di macinato comprati freschi) ci sono anche prodotti che arrivano già congelati da fuori Sicilia e regolarmente tracciati, nessuno ci ha chiesto la fattura per dimostrarlo, era troppa la concitazione di individuare il mostro. Prodotti scaduti non ve ne era neppure uno ma è un termine che fa notizia. Ieri ho passato il pomeriggio in questura, in sala d'attesa e pensavo ora arriverà in manette quello che ha preso la borsa di mia mamma a librino qualche mese fa, o la signora che mi ha sciolto con l'acido il tetto della macchina o quello che spaccia all'angolo della strada invece no l'unica indagata del giorno ero io, fa impressione vi assicuro, e quando firmando il verbale ho letto 'possesso di sostanze nocive' nell'ingenuità ho detto 'ma come?non c'era nessun detersivo o Ddt in cucina" e la risposta è stata "ma no era la carne : il pollo e il macinato'.

Non mi arrendo e continuo a lavorare e far lavorare persone con onestà, se in qualcosa abbiamo sbagliato ce ne prendiamo la responsabilità ma non accetteremo di incarnare il mostro che distrae dai veri problemi della città così come non hanno fatto gli illustri colleghi colpiti prima di noi".

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