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La Sicilia contro il Ponte: striscioni alla stazione di Catania

"I soldi del ponte per infrastrutture e emergenze sociali" è la frase che campeggia su tutti gli striscioni esposti durante una iniziativa simbolica realizzata da tutte le realtà locali aderenti alla Rete regionale "No Ponte"

"I soldi del ponte per infrastrutture e emergenze sociali" è la frase che campeggia su tutti gli striscioni esposti durante una iniziativa simbolica realizzata da tutte le realtà locali aderenti alla Rete regionale "No Ponte" per mantenere alta l'attenzione sulla questione e per esprimere un secco "No alla progettazione e realizzazione di grandi opere inutili che portano speculazioni, devastazione ambientale e spreco di fondi utilizzabili, invece, in maniera più proficua per il bene delle comunità".

Ecco che a Catania lo striscione è stato esposto alla stazione centrale dei treni. "Si ricorda che la Sicilia detiene il primato per quanto riguarda le interruzioni della rete stradale dovute a lavori in corso, inizio e completamento dei lavori, manutenzione ordinaria e straordinaria e sensi unici alternati e guardando alla linea ferrata la maggior parte è a binario unico e la metà della stessa rete non è elettrificata", si legge nella nota della Rete regionale. 

A Caltagirone, con l'esposizione dello striscione sulla facciata del teatro Semini ristrutturato, abbandonato subito e mai assegnato, i riflettori vengono puntati sulla speculazione edilizia. "I lavori per la realizzazione non sono nemmeno iniziati e già sono stati spesi 312 milioni di euro, certificati nei bilanci della società Stretto di Messina s.p.a.. Soldi che potevano esser investiti piuttosto che sprecati. Soldi che potevano essere, per l'appunto, utilizzati per migliorare la qualità della vita nei territori direttamente interessati dall'opera ma in generale nei territori dell'isola intera che è, dati alla mano, sempre più devastata e abbandonata. Uno scenario preoccupante è, infatti, quello che emerge dall'analisi del territorio siciliano in termini di servizi e infrastrutture al netto del quale risulta necessario affermare che ciò di cui la Sicilia ha bisogno è la messa in sicurezza dei territori e nuove infrastrutture" afferma Domiziana Giorgianni della Rete No Ponte.

"Il 26 luglio la Sicilia che alza la testa, scenderà nuovamente in piazza per dire No al ponte, allo spreco di risorse economiche e alla devastazione ambientale. Scenderà in piazza per affermare il diritto all'autodeterminazione e la necessità di un nuovo modello di sviluppo che veda al centro gli abitanti e le loro reali necessità", conclude Giorgianni.

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